Non solo mascherine, a Frosinone manca la metà dei ventilatori polmonari per la terapia intensiva

Non solo mascherine, a Frosinone manca la metà dei ventilatori polmonari per la terapia intensiva
di Pierfederico Pernarella
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Domenica 29 Marzo 2020, 06:00 - Ultimo aggiornamento: 30 Marzo, 09:28

Le risorse economiche, grazie al buon cuore dei ciociari, non mancano, ma c'è un solo problema: la produzione delle apparecchiature per la terapia intensiva non era pronta a soddisfare le richieste degli ospedali che sarebbero arrivate con l'emergenza coronavirus. Le forniture arrivano a singhiozzo, mentre aumenta il numero dei pazienti. Tanto è vero che meno della metà delle postazioni di terapia intensiva dell'ospedale "Spaziani" di Frosinone, individuato centro Covid per la provincia di Frosinone, sono ancora senza un'apparecchiatura indispensabile: i ventilatori polmonari.

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L'ospedale del capoluogo dovrebbe avere 19 posti letto per la terapia intensiva, ma ad oggi la Asl dispone di 8 ventilatori polmonari, altri 7 dovrebbero arrivare entro la fine della prossima settimana, ma per dotare tutte le postazioni ne mancano ancora 4.

Tutto è precipitato nell'arco di un paio di settimane e si è cercato di fare il possibile in tempi ristrettissimi. L'acquisto per le forniture delle apparecchiature è stato gestito da Consip, la centrale pubblica di acquisto, che nel giro di pochi giorni, dal 6 al 9 marzo, ha indetto e aggiudicato la gara. Il lotto per la fornitura dei ventilatori polmonari con annessi monitor è stato aggiudicato ad una serie di aziende. Tra queste la Althea Itala spa, società specializzata in ingegneria clinica.

Le apparecchiature, come ha reso noto la stessa società con sede a Vicenza, sabato mattina sono atterrati all'aeroporto di Malpensa, da Hong Kong. Nelle prossime ore inizieranno le consegne. Gli ordini di fornitura verranno gestiti direttamente da Consip sulla base dei fabbisogni definiti dalla Protezione Civile. La priorità verrà data agli ospedali con le maggiori criticità.

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È stato assicurato alla Asl di Frosinone che entro la prossima settimana arriveranno almeno 7 ventilatori polmonari, intanto però l'azienda sanitaria, vista l'incertezza sui tempi di consegna, si è mossa per proprio conto per avere le prime apparecchiature già da una decina di giorni. Per fortuna lo ha fattto quando ancora c'era una residua disponibilità.

L'indagine di mercato su sei aziende è andata a vuoto, l'unica a dare la disponibilità è stata proprio l'Althea Italia spa che ha offerto la fornitura mediante il noleggio di 10 ventilatori polmonari e altrettanti sistemi di monitoraggio al costo di 220 euro al giorno che con l'IVA arriva a circa 270 euro al giorno. Dei 10 ventilatori richiesti, però, ne sono arrivati 7.

La coperta in questi giorni è molto corta, quindi in accordo con l'azienda sanitaria gli altri 3 ventilatori destinati allo "Spaziani", in un'ottica anche di collaborazione tra le strutture sanitarie, sono stati consegnati ad un altro ospedale del Lazio, l'Umberto I di Roma, che aveva urgente necessità delle apparecchiature.

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Ad ogni modo, e questo è un dato molto importante che lo stesso manager  Stefano Lorusso non ha mancato di sottolineare,  la Asl ha potuto fare fronte atutte le spese più urgenti grazie alle donazioni arrivate da privati e enti pubblici nel momento cui l'emergenza si è mostrata in tutta la sua gravità.

In tempi normali il costo per una postazione completa di terapia intensiva (pompe, ventilatori, monitor e letto) si aggira tra i 30 e 40mila euro, ma vista l'emergenza e la carenza i prezzi hanno subito rialzi più o meno significativi.

Grazie alle donazioni, la Asl di Frosinone, tra le altre attrezzature, ha potuto acquistare anche una piattaforma per la gestione delle vie aeree, quelle utilizzate quando il paziente viene intubato, al costo di circa 21mila euro.







 

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