CORONAVIRUS

Coronavirus, uno studio rivela: circolava già ai primi di gennaio nel Nord Italia

Sabato 28 Marzo 2020 di Alessandra Spinelli
Circolava già , in silenzio, ai primi di gennaio, magari nascosto tra quelli che aveva dei semplici sintomi influenzali. Eppureil Coronavirus già aveva fatto la sua comparsa nel Nord Italia, molto prima quindi del paziente numero 1 in Lombardia accertato il 20 febbraio e ancora prima della coppia di cinesi ricoverata allo Spallanzani di Roma il 30 gennaio.
 È quanto emerge da uno studio condotto da ricercatori, medici ed epidemiologi di diverse università lombarde, nonché di agenzie sanitarie e Asl, a partire dalla direzione Sanità della Regione Lombardia, e dalla Fondazione Kessler di Trento. Una ricerca non ancora pubblicata su una rivista scientifica, quindi ancora senza i crismi dell'ufficialità,  ma resa disponibile, in pre-pubblicazione, sull'archivio pubblico Arxiv. L'indagine ha tracciato la catena di contagi dei primi pazienti positivi registrati in Lombardia, soprattutto tenendo conto dell'arco di tempo talvolta lungo tra il contagio di un individuo, la comparsa di segni clinici e l'identificazione della malattia, ed è arrivata alla conclusione che la circolazione del virus in Italia risale all'inizio di gennaio 2020.
 I DATI
Per arrivare a questo risultato, il team ha raccolto e analizzato i dati epidemiologici di 5.830 casi confermati e dei loro contatti stretti: dalla data dei sintomi, alle caratteristiche cliniche, i ricoveri in ospedale ecc. Dal 21 febbraio al 25 febbraio infatti - ricordano gli autori - sono stati testati tutti i casi sospetti e i contatti asintomatici. Dal 26 febbraio in poi, i test sono stati applicati solo ai sintomatici. I ricercatori hanno quindi intervistato ogni soggetto positivo, e/o i loro parenti se necessario, per determinare la storia dell'esposizione durante le 2 settimane precedenti l'inizio dei sintomi e il risultato positivo del test, comprese date, orari, relazioni, hobby e altro. I dati sono stati inseriti in un database centrale e analizzati.
In Italia - si legge nell'articolo - l'inizio ufficiale della crisi sanitaria ha coinciso con l«identificazione di un paziente di 38 anni all'ospedale di Codogno il 20 febbraio. Una persona in precedenza in buona salute, non tornata da viaggi in paesi a rischio e che non aveva avuto contatti con persone provenienti da quelle aree. Mentre il paziente zero nella regione è rimasto sconosciuto, la rapida espansione del numero di pazienti in Lombardia - dai 530 casi rilevati il 28 febbraio ai 5.830 l'8 marzo - rivela dunque che il virus circolava già ad alta velocità nel popolazione. (
 I CALCOLI
Calcolando dunque le differenze tra il tempo di contagio e l'insorgenza dei sintomi e poi il rilevamento tramite test, i medici concludono che in questa coorte la prima comparsa dei sintomi risale al 14 gennaio. Aggiungendo a ciò i tempi ritardati nella trasmissione delle informazioni all'inizio dell'epidemia, lo studio conclude che il virus nel Nord Italia circolasse "in silenzio" già dai primi giorni del 2020. I ricercatori, nell'articolo, non vanno oltre le loro osservazioni e non traggono conclusioni di sorta, ma sicuramente l'analisi dimostra l'efficacia di aver preso misure di contenimento in anticipo ma anche, al contrario, le conseguenze di alcuni ritardi nelle scelte decisionali. 
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