Isola del Liri, don Natale e la spedizione dei Mille: i destini della cartiera si intrecciano con Garibaldi

Domenica 28 Giugno 2020 di Gianpiero Pizzuti


Isola del Liri, l’Unità d’Italia e la spedizione dei Mille. La storia, seppure in maniera indiretta, muove i suoi passi attraverso l’importanza delle industrie e degli industriali in città nella metà dell’800. Città ricca e florida Isola del Liri, un benessere generato dalla forza del fiume Liri e Fibreno, facoltosi investitori italiani e stranieri non si fecero sfuggire una valle incantata ed iniziarono a costruire e produrre. E così scopri, attraverso una ricerca storica dei fratelli Iafrate, Amleto ed Edmondo, uno avvocato, l’altro medico, che “lo zampino” del maggiore azionista delle quote delle Cartiere Meridionali fu uno dei finanziatori del piroscafo “Il Lombardo”, che permise a Garibaldi di salpare da Quarto per sbarcare a Marsala. Per arrivare alla spedizione dei Mille bisogna allineare una serie di circostanze che rendono la storia singolare ed articolata, ma soprattutto affascinante.

L’INIZIO
Partiamo dall’inizio: la fabbrica di Carta del Liri nasce nel 1836 grazie ad un’idea di un francese Antoine Napoléon Perquier, che coinvolse 4 facoltosi amici Carlo Carafa, Natale Servillo (l’uomo più importante di questa storia), Raffaele Barbato De Simone e Pasquale Ceccodicola (proprietario della terra ad Isola del Liri su cui nascerà l’opificIo). L’idea era di creare una fabbrica di Carta nel Regno delle due Sicilie e così fu inviato l’architetto Antonio Bucci a Marsiglia dove si producevano le macchine per creare la carta per acquistarle. Nel 1862 Natale Servillo, influente uomo d’affari partenopeo, diventa l’unico proprietario delle “Cartiere del Liri”, che in quel momento storico impiegava 500 operai. Il 3 aprile 1873 Servillo, che nel frattempo aveva creato “La società delle Cartiere Meridionali”, assorbe la Cartiera del Liri e compra tutte le quote dei 40 soci che avevano costituito l’atto di fondazione, la sede societaria fu stabilita a Napoli. L’uomo delle giubbe rosse garibaldine e lo sbarco dei mille è proprio Don Natale Servillo, potentissimo bancario partenopeo, ma anche armatore di navi a vapore, all’epoca la sua compagnia faceva da spola tra Marsiglia, Genova, Toscana e Napoli. Il piroscafo “Il Lombardo” era di sua proprietà. La nave a vapore dopo anni di navigazione fu posta in vendita per pubblico incanto e fu acquistata dalla Società Rubattino, che in tutti i libri di storia viene ricordata come la proprietaria della nave, ma in realtà le fu requisita da Nino Bixio per la spedizione dei mille, che una notte portò via “Il Lombardo” e “Piemonte”.

DON NATALE
Che Don Natale Servillo fosse uomo influente lo si legge anche dalla Gazzetta Ufficiale del Regno d’Italia n.126, il Principe Umberto di Savoia in visita nell’Alta Terra di Lavoro soggiornò ad Isola del Liri alloggiando presso la sua abitazione all’interno della Cartiera. La storia come è andata a finire lo sapete già, Garibaldi obbedì a Teano e “Il Lombardo” e “Piemonte” si sacrificarono per l’Italia. Il Piemonte fu distrutto a Marsala nel 1860 dall’esercito borbonico che attaccò i garibaldini, “Il Lombardo” sprofondò negli abissi del Mediterraneo. Era il 3 marzo 1864 quando il piroscafo salpò da Ancona con truppe destinate a Manfredonia e detenuti per le isole Tremiti (utilizzate all’epoca come prigioni), incappo’ in una secca dell’isola di San Domino, nell’arcipelago delle Tremiti, la notte tra il 12 e il 13 marzo. Il 7 febbraio del 2005, fu ritrovato sui fondali di San Domino alle isole Tremiti.

Ultimo aggiornamento: 20:10 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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