Ecco perché c’è ancora spazio per il contante

Mercoledì 2 Dicembre 2020 di
Ecco perché c’è ancora spazio per il contante

Fin dai tempi dell’antica Grecia il termine moneta è stato sinonimo di contante: dapprima le monete e poi le banconote hanno infatti rappresentato mezzi di pagamento efficienti e ampiamente accettati nella vita di tutti i giorni.

La rivoluzione digitale sta però modificando in misura significativa le nostre abitudini di pagamento: per effettuare una transazione è infatti divenuto sempre più comune utilizzare una carta di credito o di debito, uno smartphone o uno smartwatch. Un recente sondaggio sulle abitudini di pagamento dei consumatori nell’area dell’euro condotto dalla Banca centrale europea e dalle banche centrali nazionali – la rilevazione SPACE – indica che oggi quasi la metà degli adulti preferisce pagare con strumenti digitali; questa tendenza sarebbe stata accelerata, nei mesi scorsi, dalla pandemia di coronavirus.

Il contante è ancora lo strumento più utilizzato per le transazioni effettuate di persona, ma la sua incidenza sui pagamenti complessivi è in diminuzione. Per gli acquisti a distanza, le modalità di pagamento più diffuse sono le carte e i pagamenti elettronici. Gli addebiti diretti e i bonifici sono invece gli strumenti più usati per pagare fatture e bollette.

Questi risultati rendono evidente che nessuno dei mezzi di pagamento oggi disponibili soddisfa tutte le esigenze dei consumatori; essi sottolineano inoltre l’importanza di offrire ai consumatori una adeguata scelta tra le diverse modalità di pagamento, senza per questo deluderne l’aspettativa di disporre di mezzi di pagamento rapidi, sicuri, a basso costo e di facile utilizzo.

Il contante e gli strumenti digitali rappresentano sistemi di pagamento tra loro complementari: la possibilità di utilizzare entrambe queste modalità garantisce ai consumatori di tutte fasce economiche e sociali un’abbondante scelta e un ampio accesso a mezzi di pagamento facili da utilizzare, assicurando un grado elevato di inclusione e di affidabilità nel campo dei pagamenti.

La digitalizzazione dei pagamenti riflette quella dell’intera economia, e sta alimentando la diffusione del commercio elettronico e di stili di vita di vita “on-line”; essa risponde alla domanda di immediatezza e di integrazione fra pagamenti e servizi digitali espressa dai consumatori.

Anche se concepiti per garantire la massima affidabilità, i pagamenti digitali sono inevitabilmente espositi a rischi di blackout, di attacchi cibernetici e di malfunzionamenti tecnici. L’utilizzo del contante non risente invece di questi rischi. Esso conferisce pertanto resilienza al sistema dei pagamenti: per sua natura, rappresenta infatti uno strumento utilizzabile in condizioni estreme, oltre che una sicura riserva di valore: la nostra indagine SPACE sui pagamenti indica che il 34% dei cittadini dell’area dell’euro detiene contante a fini precauzionali.

Il contante è inoltre utilizzabile da chiunque; al contrario gli strumenti di pagamento digitali potrebbero escludere dal circuito economico i consumatori che non vogliono utilizzarli, ad esempio per ragioni di privacy, o che non sono grado di farlo.

In base al nostro sondaggio sui pagamenti, il contante è usato con regolarità da cittadini di ogni età, livello di istruzione e fascia di reddito. Esso è quindi essenziale per l’inclusione finanziaria delle fasce di cittadini più vulnerabili – ad esempio, quelle prive di un conto bancario o di competenze digitali. Queste indicazioni sottolineano l’importanza di garantire il regolare funzionamento del “ciclo del contante”, assicurando sia un ampio accesso alle banconote sia una ampia accettazione dei pagamenti in contanti nei punti di vendita. L’Eurosistema è pienamente impegnato su questi due fronti.

A mano a mano che i consumatori e i pagamenti privati si spostano verso strumenti digitali, occorre ripensare la natura e le funzioni del bene pubblico di primaria importanza rappresentato dalla moneta sovrana emessa dallo Stato, al fine di garantirne la disponibilità nell’era digitale. L’Eurosistema ha pertanto avviato un progetto al fine di essere in grado di emettere – qualora necessario – un euro digitale, ossia una banconota sotto forma digitale.

L’euro digitale affiancherebbe il contante, senza sostituirlo: insieme, questi due strumenti garantirebbero un’adeguata disponibilità di strumenti di pagamento di facile utilizzo ed esenti da costi.

Stiamo attualmente lavorando per realizzare un euro digitale pienamente integrabile con i mezzi di pagamento offerti da operatori privati, al fine di stimolare l’offerta di nuove modalità di pagamento utilizzabili dai consumatori ovunque in Europa. In questo progetto, la tutela della privacy rappresenta un obiettivo prioritario, data la sua importanza al fine di preservare la fiducia consumatori nell’euro digitale.

Per comprendere appieno le esigenze e i dubbi degli utenti, invitiamo tutti i cittadini a manifestare le loro opinioni partecipando alla consultazione pubblica in corso sull’euro digitale (disponibile sul sito della BCE).

La digitalizzazione può rivoluzionare il sistema dei pagamenti. Dobbiamo però continuare a garantire a famiglie e imprese un’ampia possibilità di scelta tra le diverse modalità di pagamento. Siamo pienamente impegnati affinché strumenti di pagamento pubblici, sicuri, di facile utilizzo e privi di costi rimangano pienamente disponibili in ogni possibile evenienza futura.


* Membro del Comitato esecutivo della Bce

Ultimo aggiornamento: 12:40 © RIPRODUZIONE RISERVATA