Comuni, aumento in vista per gli stipendi dei sindaci dei piccoli enti

Sabato 16 Novembre 2019 di Jacopo Orsini
Achille Variati, sottosegretario all'Interno

Aumento in vista per le indennità dei sindaci dei piccoli comuni. Il governo sta studiando una norma, che dovrebbe arrivare entro fine anno con la manovra, per far salire ad almeno 1.500 euro netti al mese lo stipendio dei primi cittadini degli enti locali minori, quelli con meno di 3mila abitanti. Amministrazioni piccole in cui non si arriva a guadagnare neanche mille euro netti al mese. «Le responsabilità di un sindaco di un piccolo comune non sono da meno di quelle di un sindaco di una grande città e le indennità sono ferme al 2000», dice il sottosegretario al ministero dell’Interno, Achille variati, che sta lavorando al provvedimento. 

Per quindici anni primo cittadino di Vicenza, Variati conosce bene le difficoltà in cui si muovono gli amministratori locali. «Si fa il sindaco per amore non per soldi ma l’idea è quella di dare un'indennità minima dignitosa», aggiunge il sottosegretario. «Facendo i conti con le magre risorse a disposizione». Il provvedimento, secondo i calcoli di Variati, costerebbe 4 milioni, una cifra che dunque non dovrebbe essere difficile da trovare. «C’è consenso nella maggioranza», sottolinea ancora il sottosegretario che si dice sicuro di poter trovare una soluzione per dare più soldi agli amministratori (l’indennità attualmente in un comune con meno di mille abitanti è di 1.291 euro lordi al mese). Certo bisognerà convincere il titolare dell’Economia, Roberto Gualtieri, che però qualche giorno fa parlando a Roma all’incontro organizzato da Poste Italiane con i rappresentanti dei piccoli enti non si è detto contrario alla richiesta di un aumento avanzata dal presidente dell’Anci, l’associazione che riunisce i comuni, Antonio Decaro.
 

Intanto c’è un’altra emergenza da affrontare per le amministrazioni con pochi abitanti, quella dei segretari comunali, il funzionario che guida la macchina degli enti locali. Nei centri più piccoli una sede su due è scoperta e in lcune regioni si arriva anche a due su tre. L’esecutivo pensa a un pacchetto di misure, da varare sempre entro fine anno, in grado di fronteggiare il problema. «Al ministero dell’Interno la sentiamo come una vera emergenza», spiega Variati. Il pacchetto dovrebbe riguardare un taglio significativo dei tempi del tirocinio del corso concorso per i segretari, la possibilità di usare a scorrimento gli idonei della graduatoria della selezione (le prove scritte si sono svolte nei giorni scorsi) che dovrebbe permettere di raddoppiare il numero di segretari da reclutare oltre i 291 posti banditi. Si pensa poi a una norma tampone per consentire agli enti di incaricare al posto di un segretario in modo provvisorio, al massimo per un anno, un funzionario laureato già presente all’interno dell’amministrazione. E infine si cercherà di agevolare l’esercizio delle funzioni associate per consentire a più enti di usare lo stesso segretario.
 

Ultimo aggiornamento: 17 Novembre, 14:34 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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