Reddito di cittadinanza per 1,35 milioni di famiglie, il 45% single. In dieci mesi spesi oltre 7 miliardi. Al Sud l'incidenza maggiore

Al Nord il sussidio per 297mila famiglie, poco più dell'intera Campania. Il rapporto e le cifre. Bonomi (Confindustria): «Fino al 2028 una spesa di 9 miliardi di euro annui, un vero spreco»

Reddito di cittadinanza per 1,35 milioni di famiglie, il 45% single. In ottobre spesi 740 milioni
5 Minuti di Lettura
Venerdì 19 Novembre 2021, 19:08 - Ultimo aggiornamento: 22:59

Un milione e 350mila famiglie, per più di tre milioni di persone interessate e con una spesa pari a 739 milioni di euro. Sono i dati di ottobre riferiti al reddito di cittadinanza, o alla pensione di cittadinanza. Il sussidio simbolo del governo gialloverde continua ad essere erogato prevalentemente al Sud e in oltre quattro casi su dieci a famiglie composte da una sola persona, dato che si presta a diverse interpretazioni.

Single e famiglie con soli due adulti il 59,2% del totale

Nei primi 10 mesi dell'anno la spesa ha superato i 7,2 miliardi ed è probabile che con questo trend a fine anno si possano superare gli 8,7 miliardi, più di quanto programmato. Su 1,35 milioni di famiglie che hanno avuto il beneficio ad ottobre (544 euro l'importo medio), 606.436 erano composte da una sola persona (per l'esattezza, il 44,68% del totale). Una parte di queste sono probabilmente di anziani (in 138.844 hanno avuto la pensione di cittadinanza nel mese) ma è consistente la quota di coloro che sono comunque in età da lavoro. Se a queste famiglie di «single» si aggiungono quelle composte da due adulti senza minori la percentuale sale al 59,2% del totale delle famiglie con il sussidio.

Al Sud la gran parte dei beneficiari

Su queste distorsioni dovrebbe lavorare il Governo sulla base delle proposte presentate dal Comitato scientifico sul Rdc a partire dal cambiamento della scala di equivalenza. Ai minori sarà assegnato un valore di 0,4, pari a quello del secondo adulto del nucleo, raddoppiando il peso attuale, mentre sarà ridotto il beneficio di partenza per chi non ha redditi (da 6.000 euro l'anno a 5.400). Le famiglie con minori sono circa un terzo del totale (441mila) ma rappresentano oltre la metà delle persone coinvolte dal sussidio nel complesso (1,6 milioni). I requisiti per l'accesso alla misura sono uguali su tutto il territorio e il Sud si conferma l'area con la maggior parte dei beneficiari totali. Non si tiene quindi conto del fatto che secondo i criteri Istat si è poveri se si vive da soli, sotto i 569 euro al mese in un piccolo comune del Sud e con 839 euro in un'area metropolitana del Nord.

Il concetto di povertà collegato alle differenze Nord-Sud

Una famiglia di cinque componenti è povera se ha meno di 2.021 euro al mese in un'area metropolitana del Nord mentre lo è con meno di 1.495 euro in un piccolo comune del Sud. Nel Mezzogiorno nel complesso le famiglie che hanno percepito il sussidio sono state 846.286 per oltre due milioni di persone coinvolte (i due terzi del totale) e 579 euro di assegno medio per una spesa nel mese che supera i 490,5 milioni, pari a due terzi della spesa totale. Al Nord hanno avuto il sussidio solo 297.454 famiglie, poco più della sola Campania (289mila nuclei) anche perché molte famiglie pur essendo povere superano i limiti di reddito per avere il sussidio. Se poi si guarda alla spesa poiché le famiglie campane hanno in media importi più alti ( 617 euro l'assegno medio contro i 472 medi dell'intero Nord) si vede che in Campania sono stati erogati 178,4 milioni a ottobre a fronte dei 140,39 per l'intero Nord. Al Centro le famiglie che nel mese hanno avuto il reddito o la pensione di cittadinanza sono state 213.431 per 424mila persone coinvolte e 506 euro medi.

La critica di Confindustria: un disincentivo  per il lavoro

Critico il commento di Confindustria, che con il presidente Carlo Bonomi interviene sul pacchetto di misure a supporto delle famiglie. «Sul reddito di cittadinanza la nostra posizione è stata sempre molto chiarra - dice a margine dell'assemblea di Assindustria Venetocentro in corso a Padova - la parte di contrasto alla povertà è giusto che ci sia, ma così com'è strutturato oggi il reddito di cittadinanza non intercetta gli incapienti del Nord ed è diventato un disincentivo ad andare a lavorare nel Mezzogiorno. I navigator sono stati un grande fallimento e se si chiede a qualsiasi imprenditore in questa sala se per assumere è andato in un Centro per l'Impiego non ne troverà uno - ha aggiunto Bonomi -. I Cpi intercettano il 3% dell'offerta di lavoro, cioè nulla. Purtroppo vediamo che si vuole dare di nuovo un miliardo al reddito di cittadinanza che ci costerà 9 miliardi di euro annui fino a 2028. Fate un pò i conti di quanto stiamo sprecando con i centri per l'impiego che non funzionano».

Navigator: i sindacati chiedono un incontro a Orlando e Brunetta

«Con l'approssimarsi della scadenza dei contratti degli operatori delle politiche attive per il lavoro, meglio conosciuti come 'Navigator' e non essendo previsto nelle Legge di Bilancio nessuno stanziamento atto a dare continuità alle attività sinora svolte da queste figure, chiediamo con cortese urgenza un incontro con le scriventi segreterie con l'obiettivo di verificare ogni soluzione possibile per dare continuità e stabilità occupazionale ai Navigator». Ad affermarlo sono il segretario generale della Cisl, Luigi Sbarra, le segretarie confederali di Cgil e Uil, Tania Scacchetti e Ivana Veronese, e i segretari di categoria Nidil, Andrea Borghesi, Felsa, Mattia Pirulli, e Uiltemp, Lucia Grossi, in una lettera ai ministri del Lavoro, Andrea Orlando, e della Funzione Pubblica, Renato Brunetta, per richiedere un incontro urgente sulla questione Navigator.

© RIPRODUZIONE RISERVATA