SMART WORKING

Dedagroup punta sul lavoro agile e riorganizza l'attività

Martedì 23 Febbraio 2021
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Dedagroup punta sul lavoro agile e riorganizza l'attività

Guarda oltre l’emergenza il nuovo modello di lavoro agile di Dedagroup, società di Trento specializzata nel settore del software con oltre 1.900 dipendenti e un fatturato annuo di circa 250 milioni di euro. Il gruppo già prima del lockdown aveva dato vita a una infrastruttura digitale che si fonda su tre pilastri fondamentali – mobility first, collaboration e cloud – e che ha garantito alle proprie persone la possibilità di accedere al telelavoro fin dall’inizio della pandemia. Già il 14 marzo 2020, infatti, il 95% della popolazione aziendale era passata in modo fluido all’home working. Oggi, si legge in una nota, coerentemente con l’evoluzione tecnologica e culturale in atto, grazie all’esperienza maturata durante e dopo il lockdown e forte della capacità di adattamento delle proprie persone che di riflesso coinvolge l’intera organizzazione, Dedagroup entra in una nuova fase. Grazie al nuovo modello di mavoro agile, le aziende del gruppo passano dall’home working, che fino ad ora ha garantito il completo svolgimento delle attività quotidiane anche lontano dagli uffici, a una riorganizzazione strategica delle attività basate su obiettivi misurabili e su nuove modalità di vivere il lavoro da parte di tutte le "Deda People".

Il punto di partenza per questo nuovo e importante progetto è stato proprio l’interesse dei dipendenti, così come la capacità di ascolto del gruppo, verso una modalità alternata tra smart working e lavoro in presenza, confermato anche dai risultati di un sondaggio interno in cui è risultato evidente l’apprezzamento della possibilità di auto-regolarsi e auto-organizzarsi. Questa consapevolezza, rafforzata anche da un alto e costante livello di produttività, ha portato il gruppo a voler accompagnare il cambiamento culturale in atto avviando il progetto di lavoro agile proprio con l’obiettivo di consentire al lavoratore una gestione più flessibile delle attività e dei tempi, con impatti positivi anche sull’ambiente e sul territorio grazie ad una conseguente significativa riduzione degli spostamenti. La concessione del lavoro agile dovrà rispettare alcuni necessari criteri come la possibilità di delocalizzare le attività, “misurare” le performance lavorative e il grado di autonomia operativa del dipendente.

“Al centro del nostro nuovo modo di lavorare, in cui le persone sono l’elemento chiave, c’è prima di tutto la responsabilizzazione di ogni singola risorsa. Crediamo fortemente nel concetto di leadership diffusa per il quale ciascuno è il primo owner dei risultati raggiunti”, sottolinea Valentina Gilli human resources director di Dedagroup. “Una volta verificata l’applicabilità del lavoro agile, è possibile scegliere tra una formula settimanale o mensile e svolgere la propria attività in qualunque spazio garantisca il pieno rispetto del regolamento sulla gestione dei dati aziendali e delle policy aziendali volte a tutelare riservatezza, disponibilità ed integrità dei dati - continua Valentina Gilli -. Abbiamo anche definito dei vincoli di orario per garantire il giusto diritto alla disconnessione”.

È prevista un’ulteriore implementazione del progetto che toccherà aspetti tecnologici e la riprogettazione degli spazi. A partire dalle sedi di Roma e Torino, è previsto infatti il restyling degli uffici con l’obiettivo di creare ambienti ancora più consoni a questa nuova modalità di lavoro. Non mancheranno, infine, numerose attività formative destinate a tutta la popolazione aziendale a supporto del nuovo modello di lavoro agile con l’obiettivo di migliorare la capacità del Gruppo di imparare, di adattarsi e di evolvere costantemente.

“Il nuovo modello di lavoro agile non rappresenta per noi un punto di arrivo, ma un’ulteriore tappa di un percorso di rinnovamento culturale che il gruppo ha abbracciato e che intende accompagnare nei prossimi anni. Il nostro fine è quello di creare un blended workplace in equilibrio tra spazio virtuale e spazio fisico, dove sia possibile raggiungere obiettivi e creare valore con strumenti più fluidi e meno legati al concetto di spazio e di tempo – conclude Valentina Gilli -. Una rivoluzione digitale basata sulla continua sperimentazione, ma che al tempo stesso è ben ancorata alle esigenze del business e dei clienti, che porterà ad un aumento della produttività dell’intera organizzazione lavorativa, migliorando lo scambio di informazioni e l’apprendimento e garantendo maggiore condivisione di competenze senza vincoli geografici”.

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