Dazi Usa, l'elenco: niente aumenti per prosciutto e mozzarella, stangata sul Parmigiano

Giovedì 3 Ottobre 2019
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Dazi Usa, l'elenco: niente aumenti per prosciutto e mozzarella, stangata sul Parmigiano

NEW YORK - La scure dei dazi Usa si abbatte sul Made in Italy, colpendo con una tariffa del 25% pecorino romano e parmigiano reggiano. Si salverebbero invece l'olio d'oliva e il prosecco, così come salumi, prosciutti e la mozzarella di bufala campana. È quanto emerge dalla lista dei prodotti pubblicata dalle autorità americane dopo il via libera del Wto agli Stati Uniti. I dazi dovrebbero scattare dal 18 ottobre. Nell'elenco figurano anche il whisky scozzese, i vini francesi, l'Emmental svizzero e la groviera. Dazi del 10% sugli aerei commerciali.

Dazi Usa, dal parmigiano ai vini: salasso da un miliardo

«I dazi scatteranno il 18 ottobre», ha confermato il responsabile Usa per il commercio Robert Lightizer, aggiungendo che l'amministrazione Trump auspica di trattare con l'Unione europea per risolvere i nodi sul tavolo. Gli Usa inoltre hanno chiesto alla Wto un meeting il 14 ottobre per avere l'approvazione sulle contromisure contro la Ue.

«I dazi sono un colpo al sistema delle eccellenze italiane, anche se la mozzarella di bufala campana fortunatamente è stata esclusa dalla lista dei prodotti sottoposti a nuovi dazi», afferma Pier Maria Saccani, direttore Consorzio Tutela Mozzarella di Bufala Campana Dop.

Intanto, il Consorzio del formaggio Parmigiano Reggiano ha fatto sapere che come conseguenza dei dazi Usa «il consumatore americano acquisterà il Parmigiano Reggiano ad un prezzo maggiorato: se oggi il costo è pari a circa 40 dollari al chilo, dal 18 ottobre a scaffale sarà ben oltre 45 dollari al chilo». È «difficile, al momento, prevedere quali saranno gli effetti immediati delle tariffe» ma «il dazio passerà dagli attuali 2,15 dollari al chilo a circa 6 dollari al chilo». 

«Nei dazi Usa non rientrano i prosciutti italiani né tanto meno il Prosciutto di San Daniele», dice il direttore del Consorzio del pregiato crudo friulano Mario Emilio Cichetti, bollando l'ipotesi di dazi come una «fake news, destituita di ogni fondamento». «La lista è definitiva e prevalentemente indirizzata a Germania, Spagna, Francia e Inghilterra. Non rientrano salumi italiani e tanto meno il Prosciutto di San Daniele».

«L'unico accenno alle carni di maiale - sottolinea ancora il Direttore del Consorzio - fa riferimento alle spalle crude e alle salsicce fresche che non abbiamo mai esportato», ha spiegato il direttore, escludendo rischi di contraccolpi su un mercato che per il Consorzio è «relativamente importante. Gli Usa, conclude, sono «il secondo mercato di esportazione del San Daniele dopo la Francia. Abbiamo una quota export di circa il 16%. Gli Stati Uniti valgono circa il 25% di questo 16%».

Ultimo aggiornamento: 18:00 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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