Commercio, le vendite on line nel 2019 supereranno i 31 miliardi

Mercoledì 29 Maggio 2019 di Federica Simone
Commercio, le vendite on line nel 2019 supereranno i 31 miliardi
Italiani sempre più digitalizzati. Nel 2019 gli acquisti online cresceranno del 15% rispetto all'anno scorso arrivando a superare i 31,5 miliardi di euro. I prodotti, grazie a una crescita prevista del +21% sono pari a 18,2 miliardi, mentre i servizi raggiungeranno i 13,3 miliardi di euro con un aumento del 7%. Italiani più digitalizzati e più attaccati al cellulare: lo smartphone viene usato per il 40% degli acquisti online. E' quanto emerge dall’ultima indagine dell’Osservatorio eCommerce B2C-Consorzio Netcomm/School of Management del Politecnico di Milano, che tiene conto dell'andamento dei primi 5 mesi del 2019.

Il settore informatica ed elettronica si conferma uno dei più brillanti, con una crescita del 18% e un valore complessivo di oltre 5 miliardi di euro. Bene anche l’abbigliamento, che registrerà una crescita del 16%  e un valore di 3,3 miliardi di euro. Tra i settori emergenti figura un incremento del settore "arredamento & home living "(+26%, 1,7 miliardi di euro) e  "Food & Grocery "(+39%, quasi 1,6 miliardi di euro). Nei servizi, il comparto principale rimane quello del turismo e dei trasporti (+8%,10,8 miliardi di euro).

La penetrazione dell'online sugli acquisti retail supera nel 2019 il 7% (6% per i prodotti, 11% per i servizi) e si avvicina lentamente ai tassi a doppia cifra fatti registrare dai principali paesi europei (come Regno Unito, Francia e Germania).

«Continua in modo lineare la crescita del mercato eCommerce B2c in Italia, ma una riflessione va fatta in una prospettiva internazionale. Secondo recenti stime, rispetto agli altri Paesi europei, l’Italia detiene la quota di popolazione che compra online più bassa in assoluto: solo il 44% degli italiani acquista online, contro il 68% della popolazione europea. Non solo, l’Italia si aggiudica l’ultimo posto anche in termini di competitività nel settore dell’eCommerce. Questo ritardo si può spiegare nella correlazione diretta tra le competenze digitali di un Paese e la competitività delle aziende. Solo il 10% delle imprese italiane, infatti, vende online proprio per la scarsa capacità di applicare le tecnologie disponibili per espandere il proprio business. Gli e-shopper, che hanno esigenze sempre più puntuali e personalizzate, comprano all’estero proprio perché in Italia non trovano un’offerta che risponda in modo efficiente alla propria domanda», commenta Roberto Liscia presidente di Netcomm, il consorzio del commercio digitale italiano. 

«L’eCommerce B2c in Italia è sempre più rilevante: pur rappresentando ancora “solo” il 7% degli acquisti complessivi spiega infatti oltre il 60% della crescita del Retail. L’eCommerce è inoltre sempre più percepito come complementare al canale fisico con gli operatori tradizionali che abilitano modelli omni-canale e le cosiddette Dot Com che cercano di stabilire con i clienti un canale di contatto fisico. L’eCommerce gioca poi un ruolo decisivo nel promuovere nuovi modelli di relazione con i consumatori che, pur partendo dall’online, costituiscono un fattore di innovazione che si propaga a tutto il Retail», afferma Alessandro Perego, direttore scientifico degli osservatori Digital Innovation della School of Management del Politecnico di Milano.

Per quanto riguarda come acquistano gli italiani, l’analisi di Netcomm rivela che le mail, gli sms e le notifiche via app rappresentano lo strumento più efficace per raggiungere il cliente e fargli fare il primo passo nel processo d’acquisto. Il 22% degli acquisti online, infatti, sono diretta conseguenza di questo strumento di marketing. Tuttavia Il punto vendita fisico mantiene la sua efficacia: la visita in negozio è decisiva per il 18,4% degli acquisti.
Gli Italiani, inoltre, sono sempre più disponibili a salvare online i propri dati di pagamento per non doverli reinserire in acquisti futuri: il 57% del campione effettua questa scelta se ritiene che il sito di e-commerce sia affidabile.
 
«Il 2019 è l’anno decisivo per le imprese che intendono investire in tecnologie, consentendo così al sistema italiano di svolgere un ruolo decisivo nella trasformazione digitale in atto, anche a livello internazionale. La svolta è imprescindibile e gli investimenti in formazione per accrescere le competenze digitali nel nostro Paese saranno fondamentali. È sempre più urgente, infine, avviare un piano concreto di definizione e creazione di distretti digitali, affinché l’Italia possa incrementare il suo livello di competitività e di crescita dell’export nell’eCommerce», aggiunge Liscia. 
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