Bollette, Cig gratis e sgravi del 30%: il piano con extra-utili. E sconti fiscali per le imprese rafforzati

Sul tavolo del governo gli interventi per fronteggiare i rincari

Bollette, Cig gratis e sgravi del 30%: piano con extra-utili. E sconti fiscali per le imprese rafforzati
di Andrea Bassi e Jacopo Orsini
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Venerdì 26 Agosto 2022, 23:54

La corsa del gas non si ferma e i prezzi toccano nuovi record. Sul mercato olandese il metano ieri è stato scambiato a 339 euro al Megawattora. Intanto il governo è al lavoro per cercare di attenuare almeno in parte la stangata sulle bollette per famiglie e imprese. I nuovi interventi ci saranno senza un nuovo scostamento di bilancio. Ma anche questa volta il governo sarebbe pronto a mettere in campo una dote cospicua, almeno una decina di miliardi. In che modo? Tornando alla carica sugli extra profitti delle imprese energetiche. Il premier Mario Draghi e il ministro dell’Economia, Daniele Franco, hanno mal digerito il mancato pagamento della tassa introdotta nei mesi scorsi. Avevano preventivato di incassare oltre nove miliardi, le imprese hanno versato soltanto un miliardo. Nel decreto Aiuti bis è stato stabilito un nuovo termine per pagare (con una sanzione) che scadrà il prossimo 31 agosto. Se anche questa scadenza dovesse essere elusa, nel nuovo decreto arriverà una stretta ancora più incisiva. L’obiettivo rimane quello di raccogliere almeno i 10 miliardi preventivati, se non di più vista l’esplosione dei prezzi di questi giorni.

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Sul tavolo c’è poi anche l’ipotesi di rafforzare i bonus varati con i decreti approvati a marzo e a maggio di quest’anno per attenuare almeno in parte l’impatto del caro energia per le aziende. In sostanza per la luce e il gas alle imprese viene riconosciuto un credito di imposta, variabile fra il 15% e il 25% in base al tipo di consumo, per la spesa effettivamente sostenuta per l’acquisto di energia nel secondo trimestre del 2022. Questa misura, oltre che essere potenziata, portando al 20 e al 30 per cento gli sgravi, potrebbe essere allargata anche ai negozi, con consumi inferiori ai 16,5 chilowattora.

 

IL MERCATO

Il punto però, è che il prezzo del metano sembra correre molto più veloce della capacità di reazione del governo. Ogni giorno che passa le risorse necessarie ad aiutare imprese e famiglie rischiano di dover aumentare. Dopo una partenza calma, ieri il metano sul mercato di Amsterdam, listino di riferimento per l’Europa, è arrivato a sfondare quota 340 euro al Megawattora, per poi terminare la giornata a 339 euro (+5% rispetto al giorno prima), poco sotto il massimo storico di 341 euro e oltre dieci volte i prezzi di un anno fa. Un livello ormai fuori controllo, spinto dalla riduzione dei flussi di gas in arrivo dalla Russia, che mette a rischio la sopravvivenza di molte imprese. Non solo. Il governo si trova a dover fronteggiare anche un altro problema. L’impennata dei prezzi del gas e di quelli dell’elettricità (ormai sulla Borsa elettrica sono stabilmente oltre 710 euro al Megawattora con una punta a 870 euro), rischiano di prosciugare anche gli aiuti già varati con il decreto di agosto. Gli stanziamenti per abbattere l’Iva e ridurre gli oneri di sistema nelle bollette delle famiglie, erano stati calcolati con il gas a 150 euro e l’energia elettrica a 300 euro al Megawattora. Con i prezzi raddoppiati i fondi stanziati non consentiranno di arrivare fino a dicembre. A ottobre gli aiuti rischiano seriamente di rimanere a secco.

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LA SITUAZIONE

A questo bisogna aggiungere la vera emergenza che riguarda le imprese. Le aziende dopo la pausa estiva rischiano di non poter riaprire a causa di una bolletta energetica ormai insostenibile. «Il caro energia pesa sulla fiducia delle imprese che iniziano a manifestare forti dubbi sulla capacità di gestione economica delle attività: con la situazione attuale, infatti, sono previsti aumenti fino al 140% dei costi energetici per i prossimi 12 mesi», sottolinea la Confesercenti. Una emergenza paragonabile a quella del Covid e che dunque potrebbe spingere il governo a prendere misure che in parte ricalchino quelle messe in campo durante il lockdown. Come una nuova Cassa integrazione straordinaria e gratuita per le aziende che fossero costrette a interrompere l’attività e a mandare a casa i dipendenti a causa del caro energia. «Bisogna evitare che la crisi del gas bruci troppi posti di lavoro», dice il segretario generale della Fim-Cisl, Roberto Benaglia.

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