Il TolfArte della rinascita più forte anche del Covid

I giochi di fuoco di Piccola grande Aurora a piazza Bartoli durante l'ultima edizione di TolfArte (Foto GIOBBI)
di Andrea Benedetti Michelangeli
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Martedì 11 Agosto 2020, 15:03

Gli occhi luccicanti e i ringraziamenti, mai così sinceri e sentiti. E' guardando i volti degli artisti e ascoltando le loro parole, in alcuni casi in italiano stentato, che si capisce l'importanza che ha avuto TolfArte, soprattutto quest'anno. «Un festival di resilienza culturale», lo hanno definito gli organizzatori con felice intuizione e tale è effettivamente stato. Incerto fino all'ultimo, il TolfArte limited edition ha infatti avuto il merito di non interrompere una tradizione che in collina va avanti - e cresce - ormai da 16 anni, ma soprattutto di rilanciare l'arte e la cultura, settori annientati dal lockdown. Non solo, ma ha anche garantito il risveglio economico del Paese, che sul Festival poggia molte delle sue entrate estive. Certo, quest'anno sono state di gran lunga inferiori al solito, ma Tolfa con le sue botteghe artigiane e i suoi locali tipici ha dimostrato di esserci, anche con dell'emergenza Covid. E infatti le presenze sono andate aumentando nel week end. Insomma, un borgo vivo e orgoglioso di se stesso, che non si arrende neppure di fronte a difficoltà che sembrano insormontabili. Difficoltà che in questo paesino di cinquemila anime, a 500 metri di altezza, vengono invece affrontate, smussate e quasi sempre risolte in modo positivo.
EVENTI VERTICALI IL CLOU
E' stato così anche in questo orrendo 2020 e gli spettacoli proposti, oltre 50, sono stati ancora una volta di qualità. A cominciare da eVenti verticali, l'eccezionale esibizione di acrobatica andata in scena venerdì sera a piazza Vittorio Veneto, che ha tenuto tutti con il naso all'insù e il fiato sospeso e che è stata il fiore all'occhiello di questa edizione numero 16. Bravi e apprezzatissimi anche i performer Mr Dyvinetz (autentica icona, visto che è tornato al Festival dopo 15 anni e che fu uno dei pochissimi artisti a cimentarsi nella prima pionieristica edizione, quella del 2005), Pynk Mary ed Eva Y compania; successo inoltre per il teatro/canzone di Andrea Rivera, molto applaudito sabato sera alla Villa comunale, di Edoardo Pesce domenica al Polo culturale, di Peppe Voltarelli, chansonnier salito sul palco della piazza venerdì, di Lorenzo Kruger, anche lui esibitosi al Polo culturale e talmente felice di esserci e di aver ripreso l'attività, da perdere il senso del tempo e cantare e suonare ben oltre il previsto. Miracoli che accadono a TolfArte, dove la magia pervade tutti: chi guarda, ma anche chi è protagonista degli spettacoli.
GLI ALTRI SPETTACOLI
Divertentissimi poi numeri di giocoleria di Dottor Stok, Niccolò Nardelli e soprattutto dei Clownspaventatipanettieri. E ancora il raffinato concerto del duo Musica muta, quello più popolare ma seguitissimo di Vincenzo Bencini domenica alla Villa comunale, quello altrettanto apprezzato dell'altra padrona di casa Alice Paba venerdì sera al Polo culturale, le ottime esibizioni di Gianluca Secco, anche lui di ritorno al Festival e Rosario Le Piane. Gradevolissimi gli intermezzi musicali dei Lestofunky venerdì sera. E come non ricordare i sempre suggestivi giochi di fuoco proposti quest'anno da Dely De Marzo in piazza Vittorio Veneto e della mascotte nonché beniamina di tutti i tolfetani, Piccola Grande Aurora (Morra), che ha offerto le sue evoluzioni nella deliziosa piazza Bartoli. Infine le mostre e gli incontri a Palazzo Buttaoni e a Palazzo dell'Orologio, il live painting di Simona Sarti al Polo culturale e il gettonatissimo Tolfakids che ha coinvolto e divertito decine di bambini.
FORZA INTRINSECA
TolfArte rispetta le regole e le restrizioni, ma non rinuncia a se stesso. Non potrebbe e non sarebbe giusto. Del resto, questo festival ha ormai una forza intrinseca che lo pone perfino al di sopra delle contingenze, sempre osservando le norme, s'intende. Una manifestazione che sa rinnovarsi, rigenerarsi, adattarsi a qualunque situazione e che quest'anno è stata il simbolo della rinascita, della ripresa. Non è un merito da poco.
 

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