Marco Conti
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Marco Conti

L’Europa non è un bancomat
Per contrastare le fake news serve
un Commissario alla Propaganda

Giovedì 2 Aprile 2020 di Marco Conti
ROMA Tante sono le lezioni che trarremo da questo Coronavirus, ma su una l’Europa deve rapidamente provvedere: serve un commissario europeo alla Propaganda. In questi giorni abbiamo infatti assistito ad enfatiche immagini di medici cinesi sbarcati in Italia e pronti a darci lezioni di pandemia quando in patria hanno ancora mercati che vendono animali vivi. Medici cubani arrivati con la bandiera di Fidel e persino Antonov russi che hanno deciso di atterrare a Pratica di mare, e non a Malpensa o Linate, con reparti di Nbc per poi scorrazzare per la Penisola con jeep russe. 

Malgrado l’Europa avesse inviato tonnellate di materiale sanitario prima in Cina e poi anche in Italia, malgrado i 100 miliardi stanziati dalla Commissione per affrontare la disoccupazione o gli acquisti della Bce, abbiamo assistito a vicepresidenti della Camera che hanno ammainato pubblicamente la bandiera europea alimentando un sentimento che contrasta con i fatti che però restano occultati da una più feroce propaganda.

Serve un Commissario europeo che contrasti le fake news, che dica ciò che le istituzioni europee stanno facendo e hanno fatto negli anni e che distingua l’inazione dei governi dal lavoro della Commissione e del Parlamento europeo.

Un Commissario alla Propaganda che spieghi che l’Ungheria dei pieni poteri di Orban dà all’Unione poco meno di un miliardo mentre ne riceve 45 e che il suo sviluppo senza l’Europa sarebbe pressoché nullo. O che se la Sanità venisse affidata all’Unione, come è da anni l’agricoltura della lunghezza delle zucchine, avremmo dei protocolli uguali per valutare anche come comportarci nel dopo virus. 

I sovranisti, anche di casa nostra nulla dicono dei loro partner euroscettici. Anzi, spesso li difendono anche se sono gli stessi che insultano e umiliano i paesi del Sud Europa, considerando l’Europa una specie di bancomat.

Serve costruire una narrazione diversa dell’Unione europea per cambiare la percezione che ha l’opinione pubblica europea. La battaglia è contrapporre Lenin, Mao e Castro ad Adenaur,  De Gasperi e Monet. Vincerla non sarà facile, vista la voglia di  ‘Orban’ che circola nel Vecchio Continente. Ultimo aggiornamento: 16:32 © RIPRODUZIONE RISERVATA