Marco Conti
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Marco Conti

Due sfide in due settimane
per l’esecutivo Draghi
Dalle riaperture al Recovery
tenendo unita la maggioranza

Sabato 17 Aprile 2021 di Marco Conti

ROMA La via pandemica al socialismo si è schiantata sulla decisione presa dal governo di riaprire. Non è bastato l’appello di un centinaio di professori opinionisti e ‘maitre a penser’, più o meno a stipendio fisso, a bloccare l’onda d’urto di quella parte di Paese al quale ristori e sostegni non hanno restituito nè il fatturato nè la dignità di un lavoro. 

Il “ragionato” azzardo di Mario Draghi si fonda su quel mix di dati sanitari e grafici economici troppi spesso trascurati e che comunque non sono tra gli strumenti in uso di medici e virologi. Torna la politica, e decide, assumendosi anche dei rischi scegliendo di riaprire tra un paio di settimane ove è possibile.

Ma i prossimi quindici giorni sono anche quelli che serviranno al presidente del Consiglio per varare il Recovery Plan. Le consultazioni con i partiti sono iniziate e il Parlamento dovrà presto votare il Next Generation Ue in modo che il 30 aprile Draghi lo inoltri a Bruxelles.

Sinora Draghi, malgrado lo scontro sulle riaperture, è riuscito a tenere unita la maggioranza, ma un altro colpo alla strategia del precede governo è prevedibile che arrivi anche con il Piano del Next Generation Ue di cui non si conoscono i dettagli ma che si annuncia diverso dalla sommatoria dei polverosi progetti che da anni giacciono nei cassetti dei ministeri.

Il cambio di passo nella campagna vaccinale è evidente, adesso la sfida si sposta sulle riaperture affinché siano permanenti, e sul Recovery Plan. Dopo il compito più complicato: tenere ancora insieme la larghissima maggioranza in modo da evitare che il governo tutti - o quasi - si trasformi in un governo politico.

Ultimo aggiornamento: 12:43 © RIPRODUZIONE RISERVATA