Anna Guaita
QUEST'AMERICA di
Anna Guaita

Trascorre 30 anni in prigione, dove impara a fare il cuoco. Oggi apre il suo ristorante.

Sabato 23 Dicembre 2017 di Anna Guaita
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NEW YORK – Vorrei chiudere quest’anno con una vicenda umana che allarga il cuore e dà speranza. 

E’ la storia di Candido Ortiz, un uomo di 57 anni, che ha appena aperto un ristorante a Jersey City, al di là dell’Hudson River da Manhattan.

Non ci sarebbe nulla di strano nella sua storia, se non fosse che Ortiz è stato rinchiuso in prigione 30 anni. Ed è proprio in prigione che ha imparato il mestiere di cuoco. Quando è uscito dal carcere federale di Fort Dix, era diventato capo cuoco e cucinava ogni giorno per 2500 detenuti.

Ortiz era finito in prigione per traffico di droga, e doveva restarci fino al 2035. Ma nel 2016 il presidente Barack Obama gli ha concesso la riduzione di pena, abbonandogli gli ultimi 19 anni di una condanna che molti avevano giudicato eccessiva.

Ortiz effettivamente aveva dato prova di meritarsi un aiuto. Se a 27 anni quando è stato arrestato faceva il trafficante di cocaina, in prigione ha cercato la redenzione. Ha preso il diploma di liceo, e ha seguito tutti i possibili corsi che il sistema carcerario offriva per imparare a fare lo chef. Piano piano ha cominciato anche a lavorare nelle cucine, e da lì “ha fatto carriera”, diventando appunto il capocuoco dell’istituzione, e guidando altri 20 cuochi per la preparazione di tre pasti al giorno per 2500 detenuti.

«Mi piace mangiare - ha raccontato al New York Times -. E non servirò nulla ai clienti se prima non l’ho assaggiato io stesso e non sono convinto che sia buono».

Ma la storia ha un altro risvolto. Se Ortiz ha potuto realizzare il sogno di costruirsi un futuro e di lavorare onestamente, si deve all’aiuto di un’altra persona che ha saputo riscattarsi dai suoi errori.

Quando Ortiz, che era arrivato da ragazzo nel New Jersey dal nativo Portorico, è uscito di prigione non aveva un dollaro, non aveva amici o parenti, non aveva neanche il certificato di nascita che gli sarebbe servito per i documenti e quindi la possibilità di lavorare. E’ stata l’associazione “New Jersey Reentry Corporation”, un gruppo umanitario che aiuta gli ex carcerati a rientrare nella società ad aiutarlo in tutto e a organizzare una raccolta di fondi presso aziende ispaniche per aiutarlo ad aprire il locale, “El Sabor del Cafe”.

E il fondatore di questa associazione è l’ex governatore del New Jersey James McGreevey, che nel 2004 dovette dimettersi sotto lo scandalo di aver concesso un posto nell’amministrazione statale a un suo amante. McGreevey, che era sposato e aveva bambini, ammise allora di essere gay, si dimise, divorziò e cominciò una nuova vita. Oggi è un sacerdote episcopaliano, e lavora nelle carceri per aiutare i detenuti.

«Everybody deserves a second chance», tutti si meritano una seconda opportunità, dicono gli americani. Ortiz e McGreevey ne sono un esempio. E comunque Ortiz si merita anche il nostro plauso, se non altro perché ha promesso che cucinerà sempre la pasta “al dente”: in prigione ha conosciuto vari italiani, racconta, e loro gli hanno insegnato che la pasta va cotta in modo giusto «sennò non è degna di essere messa a tavola».
                                                                                                                                                                      
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