Anna Guaita
QUEST'AMERICA di
Anna Guaita

 Integratori Alimentari: l'allarme della Food and Drug Administration

Venerdì 23 Ottobre 2015
38
  NEW YORK – Sono sempre stata stupita della facilità con cui la gente ingoia pseudofarmaci alla leggera. Mi stupisce la facilità con cui la gente accetta le affermazioni generiche sulla bontà di questo o quell'integratore alimentare, quando si sa che non sono stati condotti studi approfonditi che dimostrino quali siano veramente i risultati che questi integratori hanno sul corpo dell'essere umano, se siano veramente sicuri e se non abbiano possibili effetti indesiderati. Infatti qui negli Stati Uniti gli integratori alimentari non sono sottoposti agli stessi controlli severi ai quali sono sottoposte tutte le medicine da parte della Food and Drug Administration. Purché le case produttrici di integratori si mantengano sulle generali, nessuno li controlla. E’ quindi di grande interesse il primo studio pubblicato nei giorni scorsi sui rischi che tali integratori possono comportare. Lo studio è comparso sul New England Journal of Medicine ed è firmato sia dalla Food and Drug Administration sia dai Centers for Disease Control, quindi le due massime autorità federali incaricate del controllo dei farmaci. Si scopre così che fra il 2004 e il 2013 c’è stata ogni anno una media di 23.000 ricoveri di emergenza in ospedale per complicazioni causate dall'uso o l’abuso di questi prodotti. Risulta che soprattutto i giovani sotto i 34 anni compiono errori di giudizio e ne usano troppi, soprattutto prodotti dimagranti o i cosiddetti energy drinks, cioè bevande energetiche ad alto contenuto di caffeina. La reazione degli esperti non si è fatta attendere. Per esempio il professore Pieter Cohen della Harvard Medical School, che da vent'anni studia proprio gli integratori alimentari, ha detto che questo è lo studio più importante pubblicato sull'effetto dei supplementi e che esso prova fnalmente con chiarezza che ci sono decine di migliaia di persone che avvertonoo effetti secondari indesiderati e potenzialmente pericolosi. Lo studio è stato condotto nelle Emergency Room di 63 dei principali ospedali americani per un periodo di 10 anni. Gli effetti indesiderati più spesso riportati sono stati allergie, nausea, vomito e soprattutto problemi cardiaci, tipo tachicardia e angina. Risultati diretti di questo studio non ce ne saranno. Nel senso che per cambiare lo status quo ci vorrebbe una nuova legge che dovrebbe richiedere che anche gli integratori alimentari vengano sottoposti agli stessi controlli che vengono effettuati su tutte le medicine, dall'aspirina ai farmaci anticancro, eccetera. E una simile legge non è neanche all'orizzonte. Le case produttrici degli integratori alimentari dal canto loro sostengono che lo studio dimostra semmai che i loro prodotti sono sicuri perché considerato - dicono - che ogni anno ben 150 milioni di americani li usano, a loro giudizio 23.000 ricoveri sono un'inezia. Tuttavia c'è un piccolo suggerimento che molti medici traggono da questo studio: siccome i problemi più gravi derivano dall'abuso di energy drink che i giovani ingollano per stare svegli quando sono in fase di esame, la soluzione più semplice sarebbe semplicemente di tornare alla vecchia e provata tazzina di caffè. Ne puoi infatti bere una, due, tre, ma a quel punto ci si rende conto che se ne stanno bevendo troppe e la ragione ci dice di fermarci. Con le pillole di caffeina o le bevande, non abbiamo questo “imprinting”, ed eccedere diventa facile, fino a che non è troppo tardi e siamo in corsa verso l’ospedale con il cuore che va a mille all’ora. Ultimo aggiornamento: 19:01 © RIPRODUZIONE RISERVATA