Riccardo De Palo
Lampi
di Riccardo De Palo

Caccia al film perduto di Orson Welles, il Sacro Graal del cinema

Caccia al film perduto di Orson Welles, il Sacro Graal del cinema
di Riccardo De Palo
3 Minuti di Lettura
Sabato 17 Aprile 2021, 22:55 - Ultimo aggiornamento: 23:08

Dov'è finito il capolavoro perduto di Orson Welles? Il film di David Fincher “Mank”, grande favorito alla notte degli Oscar, racconta la storia di “Quarto potere”, uno dei film più celebrati della storia del cinema, dal punto di vista del suo sfortunato sceneggiatore, il geniale e alcolizzato fratello di Joseph Mankiewicz, Herman. Il regista di “Citizen Kane”, fu davvero, come tenta di dipingerlo Fincher, un uomo egocentrico, risoluto a privare Mankiewicz di ogni merito, costretto solo all’ultimo minuto a mettere anche il suo nome nei titoli di testa? Agli storici del cinema l’ardua sentenza. Di fatto, sull’onda di “Mank”, e delle prove magistrali dei suoi protagonisti, Gary Oldman e Tom Burke, si sono intensificate le ricerche sul geniale cineasta, e soprattutto sul suo peggiore insuccesso cinematografico, che succedette all’apoteosi di “Quarto potere”: “L’orgoglio degli Amberson”. 

Lily Collins parla di Mank: «Oggi nessuno può passarla liscia come Orson Welles fece con Quarto Potere»

“Citizen Kane” uscì nel 1941 e consacrò Welles, che aveva appena 25 anni, come il nuovo genio di Hollywood. Il miliardario Randolph Hearst cercò di boicottare l’uscita del film, perché il ritratto impietoso dell’editore Charles Foster Kane sembrava ricalcato su di lui; ma il successo di critica fu clamoroso, il film fu apprezzato persino da Jorge Luis Borges che ne elogiò le qualità di “giallo metafisico”, anche se il pubblico non parve altrettanto entusiasta, e Welles non fu contento di dividere il premio Oscar con il suo vituperato sceneggiatore.

L’anno seguente, è la volta del capolavoro incompiuto “L'orgoglio degli Amberson”, che ebbe una storia travagliata.  Turner Classic Movies ha annunciato di avere messo in cantiere un documentario,  “The Search for the lost print”, tutto dedicato a questo film del 1942. Joshua Grossberg, autore tra l’altro di un lavoro sui sopravvissuti dell'urgano Katrina, intende scoprirne tutti i misteri. Compresa la presunta esistenza della sua versione originale. 

Quando Welles presentò il montaggio finale del film, la risposta dei produttori fu una vera delusione per lui: lo trovavano troppo lungo, involuto e intellettuale. Inoltre, il finale tragico non andava bene, se si voleva che diventasse un film di successo. Il presidente di RKO Pictures, George Shaefer, venne allontanato perché aveva appoggiato le scelte del regista e il montatore e Robert Wise ebbe l’ingrato compito di tagliare 43 minuti di pellicola; fu poi deciso un finale diverso dall’originale. Lo stratagemma ebbe il solo effetto di devastare il progetto di Welles, ma non di migliorare i profitti, perché “L'orgoglio degli Amberson” si rivelò comunque un sonoro insuccesso. 

 

E qui comincia il giallo. Perché il regista sarebbe andato in Brasile a cercare il materiale scartato dal montatore. Ufficialmente, per distruggerlo e recuperare il nitrato d’argento della pellicola; ma secondo Grossberg ci sono testimoni che giurano di avere visto il film nella sua interezza proprio in Brasile, dove potrebbe celarsi una copia del film, così come la voleva Welles. Il documentarista si dice prudentemente ottimista - «è comunque l'ultima occasione per una scoperta che cambierebbe la storia del cinema», dice  - e conta di cercare tra i collezionisti se qualcuno possiede ancora una copia di “Soberba”, il titolo con cui era stato distribuito il film in Brasile. Male che vada, sarà l'ennesimo documentario che promette il ritrovamento di tesori nascosti e che delude gli spettatori a un minuto dalla fine.

© RIPRODUZIONE RISERVATA