Diavolo della Tasmania rilasciato in natura nell'Australia continentale dopo 3mila anni: liberati 26 esemplari

Mercoledì 7 Ottobre 2020 di Remo Sabatini
Un esemplare di Diavolo della Tasmania. (immagine diffusa da AussieArk)

A guardarlo con le fauci spalancate, lo si direbbe certamente degno del suo nome. Eppure e nonostante le apparenze, il diavolo della Tasmania è soltanto un piccolo marsupiale. Della taglia di un cagnolino, seppure dotato di una mascella poderosa, non rappresenta affatto un pericolo per l'uomo. Anzi, semmai, fino ad oggi, era stato il contrario. Questi leggendari animali, infatti, erano spariti da quasi tutta l'Australia anche grazie alle azioni umane. La caccia senza quartiere che anticamente l'uomo aveva adottato nel continente australiano, infatti, aveva fatto scomparire gran parte delle prede del diavolo che, improvvisamente, si era trovato senza cibo. Così, dopo secoli che avevano significato una vera e propria devastazione dell'ecologia locale da parte di gatti selvatici, volpi e altre specie di predatori invasive, sarebbe arrivata anche una forma contagiosa di cancro, la Devil Facial Tumor Disease, responsabile della scomparsa di quasi il 90% degli esemplari rimasti.

Una vera e propria ecatombe della specie che aveva portato il marsupiale sull'orlo dell'estinzione. Tanto che da quasi 3mila anni e ben prima del cancro, il diavolo della Tasmania era già scomparso dall'Australia continentale. Anche e soprattutto per questo, la notizia della liberazione in natura e in quel territorio, Nuovo Galles del Sud, da dove erano scomparsi da millenni, di 26 esemplari di diavolo, rappresenta un nuovo inzio per l'intero habitat di quei territori sconfinati. "Abbiamo lavorato per più di dieci anni per riuscire ad arrivare ad oggi", ha commentato Tim Faulkner, presidente di AussieArk, l'organizzazione che si occupa del recupero delle specie animali e che ha diffuso l'immagine che proponiamo. "Non abbiamo soltanto reintrodotto in quel territorio uno degli animali più iconici e amati del Paese ma anche aiutato l'ecologia forestale a ritrovare il suo equilibrio". Il diavolo della Tasmania è infatti, tra quei predatori che svolgono il compito di "spazzino" naturale. Non disdegna le carcasse che fa a pezzi grazie alle sue mascelle poderose.     

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