Abbandona il cane in strada: denunciata grazie al microchip

Martedì 5 Marzo 2019 di Marco Pasqua
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«Trilly? E’ a casa sua». Ha tentato in ogni modo di ingannare le Guardie zoofile, che hanno bussato alla porta della sua abitazione, sapendo che Trilly non era più in quella casa. Un anno fa, infatti, la sua padrona aveva deciso di disfarsene, abbandonandola per una strada dei Castelli romani. Il caso, però, ha voluto che una persona di buon cuore la notasse, mentre vagava in cerca di cibo tra i cassonetti dell’immondizia, magra e disorientata. Impossibile voltarsi e ignorarla: da qui la decisione di adottarla. Un anno dopo, le Guardie zoofile, scoprendo che Trilly era microchippata hanno deciso di far partire le indagini risalendo immediatamente alla persona che se ne era sbarazzata. Per nulla colpita da quella visita, ha cercato di mentire spudoratamente, ma non ci è riuscita.

Le Guardie zoofile l’hanno denunciata per abbandono, reato previsto dall’articolo 727 del Codice Penale. Il cane, invece, è stato formalmente posto sotto sequestro: «Ma il magistrato ha disposto che restasse con la sua nuova e vera famiglia – spiega Claudio Locuratolo, coordinatore delle guardie zoofile dell’Oipa Roma – Questo ennesimo caso insegna quanto sia importante la presenza del microchip per un cane, anche per punire atti di abbandono». marco.pasqua@ilmessaggero.it
Ultimo aggiornamento: 20:16 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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