Dieta, come dimagrire dopo l'estate. Dall'insalata prima del pasto agli spuntini "liberi": le regole

Dieta, come dimagrire dopo l'estate. Dall'insalata prima del pasto agli spuntini "liberi": le regole
di Maria Rita Montebelli
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Mercoledì 25 Agosto 2021, 07:05

Se alla vigilia dell'estate la prova costume, può diventare una formidabile motivazione per allenamenti da marine ed eroiche rinunce alimentari, con le vacanze agli sgoccioli, la strada dei buoni propositi è tutta in salita. Ma è tempo di darsi da fare, per affrontare la remise en forme autunnale.
Molto spesso infatti, complici le cenette all'aperto, gli happy hour sulla spiaggia o le merende nelle leggendarie pasticcerie di montagna, alla fine della bella stagione, ci si ritrova con un giro vita più disinvolto e con qualche chilo di troppo. E a peggiorare le cose ci si mette anche il blues del rientro. Ma a tutto c'è rimedio, basta trovare la giusta motivazione. Che per qualcuno viene dal verdetto della bilancia, da affrontare subito, appena tornati a casa.

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LA BILANCIA
Attenzione però, se non ci si sente abbastanza forti, meglio rimandare la prova-bilancia di un paio di settimane, per arrivarci già un po' alleggeriti. E anche se la pigrizia di mettersi ai fornelli incombe, è il momento di rinunciare, o quanto meno di ridurre, pranzi e cene fuori casa. Bando dunque ad intingoli e cibi processati, per far largo ad alimenti ricchi di fibre (verdure e frutta), a carni magre e pesce, alle uova e ai latticini a basso contenuto di grassi (latte, yogurt, formaggi magri), mentre sul versante delle bibite, acqua e tisane detox dovranno prendere il posto di cocktail, birra e vino.
E per evitare di incappare prima del tempo nella tristezza autunnale, gli esperti della Cleveland Clinic (Usa) consigliano di consumare alimenti ricchi di serotonina e dopamina, che hanno la capacità di farci sentire meglio. I primi, tipicamente sono quelli ricchi di carboidrati, da assumere però con moderazione perché ricchi di calorie e, preferibilmente, in declinazione integrale (riso, pasta, pane integrale, quinoa, legumi). Molto importante è anche ritrovare un ritmo costante del sonno, che significa andare a letto presto, per svegliarsi riposati sempre alla stessa ora, week-end compresi. Ora che le temperature stanno finalmente calando, è anche il momento di riprendere gli allenamenti all'aperto. Rimettersi in forma è spesso solo una questione di testa.
E uno studio pubblicato di recente su Science fa cadere anche l'ultimo alibi rispetto al cosiddetto metabolismo pigro, che frustrerebbe ogni tentativo di dimagrire. «Non è vero assicurano Herman Pontzer della Duke University (Usa) e colleghi - che dopo i 20 anni si ingrassi anche solo con l'aria, né che le donne abbiano un metabolismo più lento degli uomini». Tutto falso, da cancellare. Questa ricerca, la più completa mai effettuata sulle traiettorie del metabolismo umano, dalla nascita alla tarda età, ha infatti dimostrato che la capacità di bruciare calorie è la stessa in un ventenne e in una cinquantenne. Insomma che i chili di troppo sono dovuti al fatto che mangiamo troppo, in proporzione alle calorie consumate e non ad un metabolismo rallentato dall'età.

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LA SVOLTA
Lo studio, che ha analizzato i dati di oltre 6.500 persone, da pochi giorni di vita a 95 anni, ha individuato per quanto riguarda l'efficienza del metabolismo, quattro distinti periodi della vita (dalla nascita fino ad un anno di vita, da 1 a 20 anni, dai 20 ai 60 anni, oltre i 60 anni), stabilendo che tra uomini e donne non ci sono differenze di sorta, una volta tenuto conto della massa corporea e di quella muscolare.
Insomma un duro colpo per l'alibi più coccolato di sempre, cioè che da adulti si faccia fatica a dimagrire per colpa del metabolismo. Un altro mito sfatato da questa ricerca è che il metabolismo basale della donna cominci a declinare superata la soglia dei 40, alla vigilia della menopausa.


IL MESSAGGIO
Non è così, assicurano i ricercatori americani. Dai 20 ai 60 anni il metabolismo basale ha la stessa efficienza (anche durante la gravidanza); per vederlo impigrire, bisogna superare i 60 anni, e anche allora si riduce di uno 0,7% l'anno. E se dal punto di vista della ricerca questo studio rappresenta una pietra miliare, che porterà a riscrivere i libri di testo, sul versante pratico spazza via decenni di pregiudizi e di concetti stratificati sulla coscienza dei singoli, tipo quello del metabolismo pigro.
Il messaggio è inequivocabile: ingrassiamo solo perché ingeriamo troppe calorie e ne bruciamo troppo poche. Il metabolismo non c'entra.

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