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Teramo, trovato morto in casa dall'amico: giallo sulle cause

Teramo, trovato morto in casa dall'amico: giallo sulle cause
di Alessandro Misson
3 Minuti di Lettura
Martedì 26 Luglio 2022, 08:35

L’ha trovato un amico, sabato in tarda mattinata, nella sua abitazione a Villa Pompetti, frazione teramana appena fuori da San Nicolò a Tordino, lungo la provinciale 17 per Campli. Il suo corpo era a terra, esanime, probabilmente da ore, al massimo da un giorno. A nulla sono serviti i tentativi di prestargli soccorso, né quelli dell’amico né quelli del personale del 118, cui non è rimasto altro da fare che chiamare il medico per la constatazione del decesso.

Eppure per comprendere le cause della morte di B.C., cinquantaseienne teramano, servirà conoscere l’esito dell’autopsia eseguita ieri dall’anatomopatologo Cristian D’Ovidio, professore dell’Università di Chieti nominato dal sostituto procuratore della Repubblica di Teramo Greta Aloisi, il pubblico ministero di turno che sta indagando sulla morte di quello che era a tutti gli effetti era una vecchia conoscenza della macchina della giustizia teramana.

Un passato tra gli stupefacenti, un presente di espedienti, B.G. era noto alle forze dell’ordine per il suo passato nell’ambiente della droga cittadino. La prima causa di morte ipotizzata ma non confermata, infatti, è stata quella dell’overdose. I Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia dei Carabinieri di Teramo hanno eseguito un sopralluogo nella casa di Villa Pompetti alla ricerca di elementi che possano corroborare le indagini, ma al momento non si sa ancora se nell’abitazione siano stati rinvenuti e posti sotto sequestro oggetti o sostanze. I militari hanno raccolto la testimonianza dell’amico che è entrato nell’abitazione e l’ha trovato sul pavimento: dovevano incontrasi, non rispondeva al telefono, per questo sabato si è recato da lui e lo ha trovato senza vita, all’interno della casa dove viveva in condizioni disagiate.

Il cinquantaseienne, che viveva da solo, ultimamente andava avanti eseguendo dei lavoretti per conto di amici e conoscenti: lavoretti nell'edilizia, come svuota cantine, incarichi alla giornata. Oltre all'ipotesi dell'abuso di stupefacenti, potrebbe essere deceduto anche per un malore. Inquirenti ed investigatori vogliono vederci chiaro per capire se nel decesso del teramano possa o meno essere collegata qualche altra persona, anche in conseguenza di un altro ipotetico reato. Sarà la relazione del medico legale a chiarire i dubbi sollevati dai Carabinieri (o ad aprire nuovi scenari da indagare) attorno alla morte del 56enne.

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