Sequestro bis da 150 milioni per i fratelli Ciaccia

Teramo, sequestro bis da 150 milioni per i fratelli Ciaccia
di Teodora Poeta
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Venerdì 17 Dicembre 2021, 10:05

I beni dei due fratelli imprenditori proprietari del Teramo Calcio e della squadra di Serie D Atletico Terme Fiuggi, Mario e Davide Ciaccia, sono finiti di nuovo al centro di un sequestro. Stavolta, però, la misura di prevenzione patrimoniale chiesta e ottenuta sempre dalla Procura capitolina non fa riferimento alle indagini ancora in corso per le quali lo scorso mese anche il 60% delle quote della squadra di calcio del Teramo erano state sequestrate e poi subito restituite dopo la non convalida, ma al processo per la bancarotta fraudolenta da oltre 110 milioni di euro in seguito al quale i Ciaccia, in primo grado, sono stati condannati in abbreviato a 5 anni di reclusione.

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A finire sotto sequestro, stavolta, le quote e l’intero patrimonio sociale di dieci società e tre enti associativi, nonché beni mobili ed immobili ed ogni altro bene rientrante nella disponibilità dei due imprenditori edili e dei rispettivi nuclei familiari, per un valore complessivo stimato in circa 150 milioni di euro. In particolare le società e gli enti associativi oggetto del provvedimento di sequestro sono: la Federazione immobiliare & property srl, Midas hotel srl, Dama costruzioni srl, Appalti e servizi spa, Elni costruzioni srl, Absolute real estate srl, Struttura spa, Edil green Italia spa, Sb.Csi srl, Emgat Italy srl, Federazione immobiliare e property e poi anche la Asd sff Atletico e Asd Atletico Fiuggi attraverso la quale viene gestita l’omonima squadra di calcio militante nel campionato di serie D. Questo perché quella per il calcio si è dimostrata un’altra passione dei due Ciaccia che anche nelle intercettazioni dell’indagine ancora in corso hanno fatto emergere quanto importante sia per loro possedere delle squadre. 


Ma facciamo un passo indietro, a quando, a gennaio del 2018, per Mario e Davide Ciaccia scattano i domiciliari con l’accusa di bancarotta fraudolenta ai danni della società Fratelli srl con sede a Roma ed operante nel settore edilizio. Anche in quel caso le indagini sono state condotte dalla Guardia di finanza secondo la quale i due imprenditori avrebbero avuto condotte dissipative e distrattive perpetrate in danno dei creditori. Tra il 2011 e il 2015, in sostanza, avrebbero pianificato operazioni contabili e finanziarie, nella gran parte fittizie, volte a rappresentare all’esterno un andamento florido e redditizio dell’azienda, tutto questo con un duplice obiettivo: ottenere finanziamenti dalle banche e convincere i creditori dell’affidabilità dei piani da loro proposti. Oggi, invece, i Ciaccia, che per quella vicenda in primo grado sono stati già condannati con la scelta del rito abbreviato, sono indagati in un’altra inchiesta in cui si ipotizza perfino l’associazione per delinquere finalizzata al trasferimento fraudolento di beni per agevolare il riciclaggio e il reimpiego di proventi di reato e per eludere misure di prevenzione patrimoniali oltre ad altri reati. Per la Procura capitolina, che li aveva posti anche in stato di fermo di pm poi non convalidato per mancanza delle autorizzazioni alle intercettazioni, i Ciaccia avrebbero commesso una truffa per il conseguimento di erogazioni pubbliche attraverso una Onlus utilizzata come committente di lavori fittizi per il recupero dei crediti fiscali fino al 110%. Indagini che ora proseguono anche dopo che pure i sequestri non sono stati convalidati.

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