Vasto, arrestato per corruzione: si è ucciso in carcere il primario Sabatino Trotta

Arrestato per corruzione, si è ucciso in carcere il primario Sabatino Trotta
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Giovedì 8 Aprile 2021, 07:13 - Ultimo aggiornamento: 9 Aprile, 08:48

Si è ucciso in carcere questa notte il dirigente del Dipartimento di Salute mentale, Sabatino Trotta, a poche ore dall'arresto per corruzione nell'ambito di un'inchiesta su appalti pilotati a Pescaracoordinata dal procuratore capo Anna Rita Mantini. Il primario era finito in un'indagine dove, secondo l'accusa, avrebbe beneficiato di regali, gioielli, viaggi e orologi costosissimi per pilotare la gara pubblica da 11 milioni di euro e favorire la cooperativa sotto inchiesta. 

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Appena arrestato dalla finanza a Pescara è stato trasferito nel carcere di Vasto, in provincia di Chieti, dove tutti i detenuti a casua del Covid-19 sono sottoposti a qualche giorno di isolamento. Trotta non ha retto e si è tolto la vita verso la mezzanotte. Immediato l'arrivo del 118, ma per il medico non c'è stato nulla da fare. Del fatto è stata informata la procura di Vasto che ha aperto un fascicolo per far luce sull'accaduto. La notizia ha destato molto scalpore a Pescara e in tutta la regione Abruzzo. Da fonti interne al carcere di Vasto si apprende che lo psichiatra  si sarebbe impiccato con il laccio della sua tuta alla finestra della camera. Trotta era arrivato al carcere intorno alle ore 18 di ieri ed era un detenuto non sottoposto a sorveglianza a vista. Il medico ha lasciato una lettera indirizzata ai familiari, posta sotto sequestro dalla procura di Vasto con altri effetti personali. I magistrati vastesi hanno aperto un fascicolo, per ora contro ignoti, ma il cui destino è quello di essere tramutato in istigazione al suicidio qualora ne risultassero le evidenze: di norma le lettere dei suicidi, se contengono solo messaggi alla famiglia, vengono rilasciate ai familiari, mentre vengono acquisite se si ritiene che possono fornire elementi alle indagini. L'avvocato di Trotta, Antonio Di Giandomenico, dice che «questo sequestro è un atto dovuto», ma la valutazione dello scritto deve essere fatta dai pm vastesi.  L'autopsia verrà effettuata il prossimo 11 aprile. L'avvocato in una nota ha successivamente spiegato che sta valutando ulteriori iniziative «per tutelare l'immagine del dottor Trotta alla luce di alcune indiscrezioni pubblicate su organi di stampa»

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L'INCHIESTA «Tutto pilotato. È tutto pilotato perché deve essere così». È una delle intercettazioni chiave dell’inchiesta della procura di Pescara che, all’alba di ieri, ha portato in carcere, su ordinanza del gip Nicola Colantonio, Sabatino Trotta, dirigente del Dipartimento di Salute mentale della Asl di Pescara ed esponente locale di FdI, Domenico Mattucci, legale rappresentante della cooperativa sociale La Rondine di Lanciano, partner del consorzio Coop Sociali, e Luigia Dolce, coordinatrice della Rondine. Sono accusati di corruzione, istigazione alla corruzione e turbata libertà degli incanti. Al centro dell’inchiesta, coordinata dal procuratore capo Mantini insieme ai sostituti Anna Benigni e Luca Sciarretta e condotta dai finanzieri del nucleo di polizia economico-finanziaria del comando provinciale, una gara da 11 milioni e 300 mila euro per l’affidamento della gestione di residenze psichiatriche extraospedaliere, indetta il gennaio 2020 dalla Asl di Pescara e aggiudicata definitivamente il 2 marzo 2021 al consorzio Coop Sociali. Appalto, fra l’altro, con una prospettiva di proroga sino a 17 milioni di euro. Dalle indagini, avviate l’estate scorsa in base a segnalazioni arrivate dall’interno dell’ospedale, è venuto fuori un quadro definito «inquietante» e tale da «destare allarme».

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