L'intervista/ L'abruzzese Greta Margareth, dalla musica classica alle "influenze prog".

Lunedì 28 Settembre 2020 di Sabrina Giangrande
Greta Margareth Cipriani

L’AQUILA - “Piano Universo” è il nuovo album di Greta Cipriani in arte Greta Margareth, pianista, cantante, compositrice, scrittrice e poetessa abruzzese originaria della Marsica ma diplomatasi in pianoforte al Conservatorio “A. Casella” dell’Aquila, il suo ultimo lavoro, interamente autoprodotto, è un interessante e innovativo esperimento della pianista, di formazione classica, di uscire fuori dai rigidi confini classici, ponendosi e confermandosi in atteggiamenti che proiettano la musica pianistica, di ispirazione certamente classica, verso orizzonti diversi, passando attraverso l’uso di effetti elettronici direttamente nella cultura pop.
Nel 2017 Greta ha vinto uno dei più grandi contest per la musica emergente, il “Tour Music Fest”, con il singolo “Tanguerìa” conquistando il premio come “Miglior Musicista”.

Quali sono le particolarità che utilizza nelle sue composizioni e che rendono il suo profilo di giovane pianista così originale e inedito?
«Utilizzo gli effetti elettronici come compimento compositivo di una visione della musica tendenzialmente romantica, con al centro la melodia “classica”, per cui l’effetto non è solo suggestione timbrica e soluzione ardita di comunicazione ulteriore, ma è ambientazione sonora, ambiente atmosferico nel quale la melodia trova l’ideale sostegno per uscire fuori da confini troppo stretti. La visione classica è compensata dalla modernità come ambiente di enfatizzazione sonora delle mie personali visioni da compositrice, cosicchè i suoni, i sibili, i “rumori”, le suggestioni che spesso sembrano richiamare lo spazio e l’universo, sono quel naturale rimando verso mondi ulteriori, che non si esauriscono nella fisicità terrena».

Nei suoi componimenti spesso si percepiscono delle contaminazioni con suoni non sempre legati alla musica, ma che riescono a creare un legame quasi acusticamente perfetto con essa.
«Piano Universo è il pianoforte inserito nell’universo, inteso come spazio cosmico in cui superare  i limiti della gravità e universo come origine della vita, varietà vivente nella quale rintracciare la nostra storia. Non mancano infatti i riferimenti al mondo reale, attraverso l’uso di effetti presi dalla vita reale, come lo schiamazzo di bambini, l’intercettazione radiofonica di qualche trasmissione straniera, lo strepitìo del fuoco, il vociare del vento».

Lei si definisce anche poetessa e in alcuni dei suoi pezzi spesso emergono storie di viaggi introspettivi all’interno del suo mondo, provi a descriverli brevemente.
«In “Pop Valse” rappresento il tentativo di mischiare una malinconica melodia di valzer con elementi ambient. “Tanguerìa” è un pezzo dalle tendenze prog, che giustappone sezioni dal carattere differente in maniera dinamica e efficace. “Space” è un vero e proprio viaggio nell’universo. “Rosamadre” è un inno alla bellezza della terra, con una melodia struggente e altamente evocativa.

Non resta che ascoltare il suo «viaggio galattico che ci apprestiamo a compiere» così come definito dalla stessa compositrice, un paio di cuffie saranno di ausilio alla scoperta di nuove e incontaminate sonorità. Buon ascolto… anzi buon viaggio!!!

Sabrina Giangrande

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