Chalet Arlecchino, incendio doloso dopo il sequestro

Chalet Arlecchino, incendio doloso dopo il sequestro
di Francesco Marcozzi
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Domenica 6 Febbraio 2022, 10:09 - Ultimo aggiornamento: 10:10

 Incendio doloso a Giulianova allo stabilimento balneare “ Arlecchino” della famiglia Di Concetto che si affaccia sul lungomare monumentale e ancora sotto sequestro su decisione della Procura di Teramo. Ignoti sono entrati all’interno di una cabina annessa allo chalet la cui porta era stata forzata e hanno appiccato il fuoco, scappando. È stata la scia di fumo bianco che usciva dal tetto del locale ad allarmare i passanti che hanno subito chiesto l’intervento dei vigili del fuoco prontamente accorsi sul posto e che hanno provveduto a spegnere le fiamme confermando che si è trattato di un incendio doloso.

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Sul posto il comandante della Guardia Costiera, Daniela Sutera, che aveva provveduto al sequestro dello chalet, recintando la struttura. Ma la recinzione è stata più volte abbattuta e Morgan Di Concetto ha polemizzato sostenendo di aver inviato messaggi alla Guardia costiera segnalando l’abbattimento della rete, ma che non c’è stato mai nessun intervento. L’ incendio non ha provocato gravi danni ma è l’ultimo atto di una serie di azioni vandaliche che sembrano succedersi ciclicamente che di recente hanno determinato danni per cinquecentomila euro. Lo scorso inverno i vandali avevano rovinato le strutture esterne allo stabilimento balneare facendo molti danni e gettando di tutto nella piccola piscina davanti alla “Suite”, il locale da ballo della struttura, rompendo arredi come sedie e tavoli. Quindici giorni fa erano state sfondate le belle ed ampie vetrate di cui si compone lo chalet penetrando all’interno e completando in gran parte l’opera di distruzione, salvando in pratica solo la cucina mentre alcuni divani sono stati trascinati e abbandonati fin sulla battigia.

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LA VICENDA GIUDIZIARIA L’ Arlecchino era stato posto sotto sequestro dopo un rapporto di non conformità da parte della precedente gestione della Guardia costiera giuliese e che sembrava risolta dal ricorso favorevole al Tribunale del riesame. Ma la vicenda (qui si parlava di pagamento di canoni arretrati) è andata in Cassazione che ha rinviato di nuovo al Riesane, con altro collegio, del tribunale di Teramo. Inoltre il Tar ha respinto la richiesta delle nomina di un commissario ad acta per l’avvio del rilascio del provvedimento della concessione demaniale avanzata dalla società. Di Concetto non si arrende: «Ma eravamo in regola come gli altri e lo dimostreremo».

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