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Bomba nella sabbia importata dall'Ucraina: evacuata azienda di Chieti che fabbrica mattonelle

La Granito Forte utilizza materiale importato dal Paese in guerra e dalla Turchia: si indaga

Bomba nella sabbia importata dall'Ucraina: evacuata azienda che fabbrica mattonelle
di Antonino Dolce
3 Minuti di Lettura
Lunedì 13 Giugno 2022, 08:56 - Ultimo aggiornamento: 12:19

Un ordigno bellico è stato rinvenuto all'interno della Granito Forte, azienda che a Fresagrandinaria (Chieti) produce da decenni mattonelle per l'edilizia. Il ritrovamento è avvenuto alle intorno alle 11 di ieri mattina in modo del tutto fortuito. Il macchinario usato per trasportare la sabbia necessaria alla produzione, un tramoggia, si è bloccato perché nella materia prima c'era ciò che sembra essere un proiettile di mortaio. È subito scattato l'allarme e sul posto sono intervenuti i carabinieri di Fresagrandinaria e di Vasto e il sindaco Lino Giangiacomo. L'area è stata messa in sicurezza e transennata. Il prefetto di Chieti è stato avvisato dell'accadimento ed è stata disposta l'evacuazione dello stabilimento che occupa circa duecento lavoratori. I sindacati avevano chiesto l'immediata evacuazione, ma c'è stato un braccio di ferro con l'azienda, l'evacuazione è stata messa in atto, dopo l'intervento delle forze dell'ordine, solo nel tardo pomeriggio. Non poca l'apprensione tra i lavoratori che premevano per lasciare subito la fabbrica.

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Sulla provenienza dell'ordigno i carabinieri, coordinati dal maggiore della compagnia di Vasto, stanno concludendo gli accertamenti. Le ditte che riforniscono la fabbrica sono soprattutto ucraine e turche.
È un souvenir del conflitto in corso? È presto per dirlo.

L'ordigno a un primo esame sembra abbastanza datato, ma è un'ipotesi che non è da escludere. Fortunatamente quando ha bloccato il flusso di sabbia (proprio da questo gli operai si sono accorti della presenza di un ostacolo), l'ordigno non è stato danneggiato. La Granito Forte per produrre le mattonelle usa, come detto, sabbia argillosa proveniente soprattutto da Turchia e Ucraina che hanno determinate caratteristiche per un prodotto di qualità. Nei mesi scorsi, dopo l'invasione russa e lo scoppio del conflitto, l'azienda fresana ne ha risentito pesantemente: a causa di forniture limitate ha dovuto ricorrere alla cassa integrazione per contrastare il rallentamento della produzione. Nella giornata di oggi potrebbe esserci già l'intervento degli artificieri per la rimozione e il successivo brillamento dell'ordigno. Solo dopo questa fase, l'attività produttiva potrà riprendere.

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In attesa di sapere se si tratta di un lascito di conflitti vecchi o nuovi, è da escludere che possa trattarsi di un cimelio della Seconda guerra mondiale in Italia che pure in zona continuano ad affiorare: qualche giorno fa sono stati fatti esplodere in mare, al largo di Vasto, i due ordigni rinvenuti da un pescatore durante un'immersione.
 

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