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Cina-Usa, tensione su Taiwan e rischio escalation reale: le minacce di guerra di Pechino e il muro di Washington

Il rischio escalation resta intatto anche dopo il primo vero faccia a faccia tra le sue superpotenze dall'inizio di questa "nuova tensione"

Cina-Usa, su Taiwan il rischio escalation è reale: le minacce di guerra di Pechino e il muro di Washington
4 Minuti di Lettura
Sabato 11 Giugno 2022, 11:21 - Ultimo aggiornamento: 12 Giugno, 07:52

Gli Stati Uniti faranno la loro parte per gestire le tensioni con la Cina e prevenire i conflitti anche se Pechino sta diventando sempre più aggressiva nella regione asiatica, anche vicino a Taiwan. Lo ha affermato ieri il segretario alla Difesa americano Lloyd Austin a margine del summit Shangri-La Dialogue di Singapore. Le relazioni tra Cina e Stati Uniti sono state tese negli ultimi mesi, con le due maggiori economie del mondo che si sono scontrate su tutto, da Taiwan alle attività militare nel Mar Cinese Meridionale. E il rischio escalation resta intatto anche dopo il primo vero faccia a faccia tra le sue superpotenze dall'inizio di questa "nuova tensione". 

Cina-Russia, il summit a Singapore

Nell'incontro tra Austin e il ministro della Difesa cinese Wei Fenghe entrambe le parti hanno ribadito di voler gestire meglio la relazione tra i due Paesi anche se non c'è stato alcun segno di svolta nella risoluzione delle divergenze. Austin ha affermato che gli Stati Uniti continueranno a sostenere i loro alleati, incluso Taiwan. «Questo è particolarmente importante in quanto la Repubblica Popolare Cinese adotta un approccio più coercitivo e aggressivo alle sue rivendicazioni territoriali», ha dichiarato segretario alla Difesa americano. La Cina dal canto suo rivendica l'autogoverno di Taiwan come propria e ha promesso di prenderlo con la forza se necessario. La Cina «non esiterà a iniziare una guerra» se Taiwan dichiarerà l'indipendenza o «se qualcuno osa dividerla dalla Cina»: ha detto il ministro della Difesa Wei Fenghe nel faccia a faccia con Austin. Non era difficile, del resto, prevedere che la questione dell'isola, la linea rossa per Pechino nei rapporti con Washington, avrebbe impegnato gran parte dell'ora di confronto tra i due a Singapore. 

 

La tensione a Taiwan

Austin ha sollecitato la controparte ad astenersi «dall'attuare ulteriori azioni destabilizzanti nei confronti di Taiwan», viste le numerose incursioni aeree nello spazio di difesa dell'isola e le altre pressioni militari. Ma Taipei, ha rincarato Wei, «è parte della Cina e il principio della 'Unica Cina' è il fondamento politico delle relazioni sino-americane: è impossibile usare Taiwan per controllare la Cina». Il governo e l'esercito di Pechino, ha riferito una nota, «distruggeranno ogni tentativo d'indipendenza di Taiwan e salvaguarderanno la riunificazione». La Cina aveva già protestato con veemenza contro l'impegno schietto e diretto espresso a maggio dal presidente americano Joe Biden nella visita a Tokyo sulla difesa militare di Taipei se attaccata dall'Esercito popolare di liberazione (Pla). Austin ha ribadito a Wei però che la postura Usa su Taiwan non è cambiata, sempre basata sulla «ambiguità strategica», esprimendo «gravi preoccupazioni» per i segnali sui tentativi di cambiamento unilaterale dello status quo nello Stretto di Taiwan e per gli episodi «non sicuri» che hanno visto aerei da ricognizione di Canada e Australia intercettati da jet di Pechino sul mar Cinese meridionale.

Le mosse nell'Indo-Pacifico

I Paesi dell'Indo-Pacifico non dovrebbero subire intimidazioni politiche, coercizione economica o vessazioni da parte delle milizie marittime e, quindi, il Dipartimento della Difesa americano «manterrà la presenza attiva in tutta la regione», ha affermato Austin, mentre le mosse di Pechino «minacciano la sicurezza, la stabilità e la prosperità nell'Indo-Pacifico, aspetto cruciale per questa regione e per il resto del mondo». L'obiettivo è «una regione libera da aggressioni e bullismo: oggi, l'Indo-Pacifico è il nostro teatro prioritario delle operazioni, è al centro della grande strategia americana. Sono qui - ha proseguito ieri Austin - perché l'ordine internazionale basato su regole conta tanto nell'Indo-Pacifico quanto in Europa», dove l'invasione russa dell'Ucraina «è ciò che accade quando gli oppressori calpestano le regole che ci proteggono tutti». Le tensioni tra Washington e Pechino sono salite alle stelle su Taiwan. Le grandi potenze «portano grandi responsabilità: faremo la nostra parte per gestire queste tensioni in modo responsabile, prevenire i conflitti e perseguire la pace e la prosperità», ha concluso il segretario alla Difesa Usa: «Non cerchiamo il confronto o il conflitto e non cerchiamo una nuova Guerra Fredda, una Nato asiatica o una regione divisa in blocchi ostili».

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