Mafia Capitale, la rete della cupola
tra Viminale, Finanza e Vicariato

Martedì 9 Dicembre 2014 di Sara Menafra

«Questo è il pro capite pro die che mi darebbero a me, quindi 80 persone 1240 euro al mese, 100 1500, a 400 sono 18.600, perché più cresce il numero più aumenta il loro utile». Nel gestire la spartizione di appalti e incarichi legati all'emergenza immigrazione, l'ex capo della polizia provinciale di Roma ed ex capo di gabinetto del sindaco Veltroni, Luca Odevaine, aveva messo su una vera e propria contabilità parallela: a tot numero di immigrati, dice ad un suo collaboratore della Fondazione Integra/azione (utile soprattutto ad emettere fatture che coprano i soldi in entrata), corrisponde una dazione crescente.

Per l'amico Buzzi, il totale era rapidamente arrivato a 200mila euro per soli quattro mesi ma, «al limite, se non c'avete liquidità non è che me li dovete dà subito sti soldi». L'importante era che le cooperative di Buzzi e dunque i vertici di Mafia Capitale ricordassero che Odevaine, ora in carcere per corruzione aggravata, aveva avuto un ruolo fondamentale: «Lo Sprar stava a 25 posti a Roma massimo ok? Io la trattativa l'ho fatta con il ministero e oggi a Roma si è arrivati a 2500 posti, dico voi ve ne siete presi, guarda un po', 700... dico, ”cioè qualcosa me volete riconoscere su quella trattativa?”».

IL VICARIATO L'11 settembre 2013, Odevaine chiede a Tiziano Zuccolo, camerlengo dell'Arciconfraternita del Santissimo Sacramento e di San Trifone, se ci fossero «novità dal Vicariato», a proposito di un intervento sollecitato «in favore di un società del gruppo Pulcini»(considerato strettamente collegato alla galassia di Massimo Carminati, anche se i nomi dei vertici non sono al momento confermati nel registro degli indagati).

LA GDF Un contatto, il «ministro dell'economia» dell'organizzazione, Buzzi, sostiene di averlo persino con la Guardia di finanza. Quando la sua ”29 giugno” subisce una verifica fiscale, Buzzi riferisce a Carminati di aver chiesto aiuto a «terze persone, affinché, tramite il ”generale Spaziante” acquisissero informazioni circa le motivazioni sottese». Il riferimento è ad Emilio Spaziante, in pensione ed emerso da un processo per corruzione con un patteggiamento a quattro anni.

IL VIMINALE A muoversi nelle alte sfere, specie al Viminale ma non solo, non è solo l'ex componente del Tavolo nazionale per i rifugiati. Salvatore Buzzi, leader delle cooperative controllate dall'organizzazione, sostiene di avere un contatto diretto col viceministro Filippo Bubbico, che rivendica anche con Carminati. Non è chiaro se il canale diretto esista davvero, però tra gli amici del gruppo, in molti sembrano crederlo. L'ex assessore della giunta Zingaretti, Paola Varvazzo, chiede a Buzzi di poterlo accompagnare all'incontro «allo scopo di chiedere a Bubbico un cambio di incarico».

Buzzi «la tranquillizzava dicendole che si sarebbe fatto portatore di tale richiesta», anche se l'incontro col vice ministro non è mai avvenuto.

Un tentativo di avvicinamento, sempre per espandersi nel settore della gestione degli immigrati, viene lanciato anche nei confronti del sottosegretario Domenico Manzione. Il tema della discussione è delicato: il Viminale sta pensando di togliere da Lampedusa il centro di identificazione dei migranti in arrivo, e la mafia capitale vuole evitare che vadano a Mineo, dove puntano ad ottenere un mega appalto da 140milioni di euro per gestire il Cara, il centro rifugiati più grande d'Italia, con circa 4mila ospiti. Anche in questo caso, non è facile capire quali siano le millanterie e quali i veri contatti. Odevaine, sempre pronto a battere cassa, dice a Buzzi di aver trovato il canale giusto: «Secondo me se tu glielo fai dire da Giuseppe (Castiglione, sottosegretario all'Agricoltura ndr) meglio ancora, io ho parlato con Veltroni ieri, ho detto ”Walter, parlaci pure te che questo Manzione è persona molto vicina a Renzi”. Invece a Manzione lo sto, glielo sto facendo dire anche da Veltroni».

Ultimo aggiornamento: 14:48

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