Comune, strappo nella maggioranza sul caso Sabella: lite Marino-Regione

Sabato 11 Aprile 2015 di Fabio Rossi
Comune, strappo nella maggioranza sul caso Sabella: lite Marino-Regione

Ore di gelo tra Campidoglio e Regione e rischio di strappo nella maggioranza capitolina. Con Sel che a un certo punto sembra pronta a uscire alla maggioranza, tanto che nei corridoi di Palazzo Senatorio iniziano a diffondersi voci su un possibile “congelamento” delle deleghe del vice sindaco Luigi Nieri. Il battesimo di Ignazio Marino come presidente pro tempore del Municipio X - partito con l'inaugurazione della Casa della salute di Ostia, insieme a Nicola Zingaretti - si trasforma in una giornata dalle forti turbolenze politiche. Tutto nasce dalle tensioni nel centrosinistra capitolino, che da tempo covavano sotto la cenere. Ieri sono state innescate dalla scintilla dell'affondo di Sel su Alfonso Sabella, assessore capitolino alla legalità, che aveva parlato di «regia politica» dietro ai gravi fatti del G8 di Genova. L'attacco arriva da un esponente di primo piano dei vendoliani: il vice presidente della Regione Massimiliano Smeriglio. «Quali apparati dello Stato, quale personalità politica voleva il morto a Genova? Chi la voleva incastrare e perché? - chiede Smeriglio a Sabella - davvero non si rese conto delle violenze fuori controllo che, sotto la sua personale responsabilità, si stavano perpetrando a Bolzaneto?».

LE DIMISSIONI Gli attacchi non sono graditi dall'assessore alla legalità che, dopo la giunta straordinaria convocata a Ostia, si dichiara disponibile a togliere il disturbo se la temperatura della polemica non dovesse scendere a livelli accettabili. Un'ipotesi assolutamente indigesta per il chirurgo dem, che al nome di Sabella ha legato la svolta del Campidoglio sul fronte della trasparenza.

Marino, per una volta, non misura le parole: «Trovo estremamente gravi e offensive le parole dell'onorevole Smeriglio nei confronti di uno dei miei più straordinari assessori - tuona l'inquilino del Campidoglio - Questa per me è una gravissima azione nei confronti della mia giunta, esigo quindi un chiarimento immediato dal presidente della Regione Zingaretti e da Sel: schierarsi contro Sabella dal mio punto di vista significa schierarsi con la mafia. Se non abbiamo rispetto per queste persone, allora forse è meglio che lasciamo il Paese».

Se non è una crisi diplomatica tra Comune e Regione, insomma, ci somiglia molto. La furia del sindaco si scatena contro Sel, che risponde per le rime: «È lui che ci sta cacciando fuori dalla maggioranza», digrigna i denti il capogruppo Gianluca Peciola che prima convoca e poi revoca una conferenza stampa per questa mattina. Gli altri gruppi della maggioranza, però, fanno quadrato intorno all'assessore: «Alfonso Sabella sta svolgendo il ruolo di assessore con passione, rigore e senso delle Istituzioni - si legge in un comunicato congiunto di Pd, Lista Marino e Centro democratico - Il suo è un contributo preziosissimo per l'amministrazione capitolina e per i cittadini romani».

Dalla parte del magistrato si schiera anche un pezzo dell'opposizione, con Sveva Belviso (Altra destra) che stigmatizza i «gravissimi attacchi» a Sabella.

IL DIETROFRONT Il primo a gettare acqua su fuoco, in serata, è Nieri, in serata, si smarca dalle posizioni del suo partito: «Alfonso Sabella sta già dando un contributo di chiarezza e verità - scrive il vice sindaco, esponente di Sel, in una nota - Lo sta facendo anche in Campidoglio dove sta portando avanti un duro e prezioso lavoro contro la criminalità». Ma anche Smeriglio non va allo scontro con Palazzo Senatorio: «Massima fiducia nei confronti di Sabella - chiarisce il vice presidente della Regione - Solo l'idea che la chiarezza aiuterà tutti di essere più forti».

Zingaretti apprezza: «Smeriglio ha chiarito l'equivoco - sottolinea il governatore - Massima fiducia in Sabella che sono fermamente convinto stia facendo un fantastico lavoro nella battaglia comune per la legalità e contro la Mafia». E Fabio Melilli, segretario regionale Pd, bacchetta Smeriglio: «Chi ricopre ruoli istituzionali rilevanti, dovrebbe usare un po' più di saggezza nelle sue dichiarazioni». Insomma, crisi rientrata, almeno per ora. Ma il pericolo che il centrosinistra romano deflagrasse è stato molto concreto.

Ultimo aggiornamento: 09:16