Marino: «Non venderemo i sampietrini, quelli tolti dalle strade trafficate serviranno per le periferie»

Marino: «Non venderemo i sampietrini, quelli tolti dalle strade trafficate serviranno per le periferie»
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Giovedì 1 Gennaio 2015, 12:00 - Ultimo aggiornamento: 2 Gennaio, 11:10

«Assolutamente no». Così il sindaco di Roma Ignazio Marino ha risposto, intervistato a Rainews24, alla domanda se i sampietrini, che verranno tolti dalle strade «ad alta percorrenza» di Roma, fossero in vendita. «Le zone pedonali non devono esserci solo a via dei Fori Imperiali, ma devono esservi delle aree pedonali anche nelle nostre periferie. E perché non arredarle con quei bellissimi sampietrini che togliamo da via Nazionale dove rappresentano un pericolo per il traffico?».

«Io credo che, in una visione moderna della città, i sampietrini devono essere protetti e tenuti molto bene, come abbiamo fatto a via del Babuino dove abbiamo pedonalizzato la strada e rimesso i sampietrini con tecnologie moderne e in modo molto più accurato rispetto al passato. Luoghi come piazza Navona, piazza di Spagna, via del Babuino, il Pantheon e altre zone della città devono assolutamente avere quella caratteristica data dal sampietrino», ha sottolineato Marino.

Secondo il sindaco «è importante che Roma faccia parlare di sè perchè questa è la città eterna, è la capitale del pianeta. E parlare di sampietrini significa anche parlare di progetti urbani». «Attraversando Via Nazionale ci si rende conto che quella via, ristrutturata pochi anni fa con i sampietrini, non è più la strada di pedoni e carrozze, ma è una strada dove passano ogni ora centinaia di mezzi molto pesanti - ha detto Marino - per cui dopo solo pochi anni bisognerebbe rimettere in sesto di nuovo quei sampietrini. In luoghi ad alta percorrenza vogliamo mettere del catrame moderno, innovativo, miscelato con il pulviscolo di pneumatici usati, per avere maggiore aderenza, maggiore sicurezza per moto e motorini e una diminuzione significativa dell'inquinamento acustico».

Sempre a Rainews 24 il sindaco si è detto «assolutamente d'accordo» con la posizione del presidente del Fai Andrea Carandini (secondo cui «un conto è il vecchio centro storico - quello della pianta del Nolli, del Settecento - dove il sampietrino è d'obbligo, mentre si può discutere sul sampietrino nelle zone umbertine che per darsi una patina di antico hanno accolto il sampietrino»). «Le sue parole - ha commentato il sindaco - ripercorrono quanto è stato discusso in giunta anche ieri. In quelle aree storiche dove i sampietrini sono un carattere distintivo, irrinunciabile, lì li avremo e dobbiamo curarli meglio».