MILANO

Milano, santone danese violentava e raggirava le sue vittime: arrestato

Mercoledì 6 Novembre 2013
Andersen
MILANO - «Si infilava nelle vite delle persone approfittando del loro dolore dovuto a lutti o malattie e poi costringeva le vittime a fare qualunque cosa per lui». Così gli investigatori descrivono Ulrik Andersen, un danese di 46 anni residente con la moglie a Trezzano sul Naviglio (Milano), che ufficialmente sarebbe un operaio in cassa integrazione ma che in realtà si spacciava per un santone con poteri magici e pericolosi.



Utilizzando la sua forte personalità, la potenza persuasiva e le minacce, riusciva a raggirare a tal punto le sue vittime da convincerle ad avere rapporti sessuali non protetti, a fare orge contro la loro volontà, e a farsi dare somme di denaro. Per questo stamattina i carabinieri della stazione di Sedriano e della compagnia di Abbiategrasso lo hanno arrestato su ordinanza del gip di Milano Giuseppe Vanore per violenza sessuale (per rapporti con una persona in condizioni di inferiorità psichica), lesioni e circonvenzione d'incapace ai danni di una donna con una grave patologia genetica.



Secondo quanto emerso dall'inchiesta coordinata dal procuratore aggiunto di Milano Pietro Forno e dal pm Luca Gaglio, Andersen raccontava di essere in grado di parlare con i parenti defunti delle sue vittime, e di agire per conto di «San Francesco, Padre Pio, Gesù e Papa Wojtyla». Le indagini sono partite nel luglio del 2012, quando tre donne si sono presentate ai militari di Sedriano raccontando una storia di violenze e soprusi. La protagonista è Giulia (nome di fantasia), un'impiegata di 30 anni affetta da una malattia genetica invalidante che provoca dolori lancinanti a testa e gambe.



Per aiutarla a uscire dalla depressione, un amico (poi risultato estraneo alla vicenda) le consiglia di andare dal guaritore danese spiegandole che la sorella aveva avuto benefici dalla terapia. «La donna accetta di invitarlo in casa - spiega il comandante di Abbiategrasso Antonio Bagarolo - e Andersen le spiega subito che per guarirla dovrà 'trasmettere l'amore di Dio attraverso rapporti non protetti e contronatura per due-tre volte alla settimana'». Inizia così una spirale che spinge Giulia sempre più lontano dai famigliari a causa del lavaggio del cervello del santone. Ad aiutarlo ci sono due donne di 30 e 60 anni, entrambe avvicinate dopo lutti ed entrambe coinvolte nel ruolo di vittime-complici (saranno poi accusate di concorso in circonvenzione e la 60enne di violenza sessuale).



Le donne convincono Giulia a versare mille euro all'uomo e insistono affinchè lasci la sua casa in eredità al guaritore; inoltre la coinvolgono in orge, su ordine di quest'ultimo, in una casa a Foppa (Bergamo) dove si erano rifugiate per timore della fine del mondo annunciata dai Maya. Giulia però non accetta di firmare il testamento e rifiuta di versare altri 4mila euro. La svolta avviene quando il santone le ordina: «Devi portarmi una vergine altrimenti farò ammalare tua sorella». Lei trova il coraggio per raccontare tutto alla sorella, di 34 anni, che con un'amica decide di affrontare il santone. Incredibilmente, Andersen riesce quasi a raggirare anche loro, e durante un incontro privato con l'amica, rimasta vedova da poco, tenta di violentarla con la scusa di «sbloccare i suoi chakra» (altro reato di cui dovrà rispondere). A quel punto le tre denunciano e parte tutto.



Si scopre che la moglie del danese, in Italia da trent'anni, conosceva il suo «lavoro» ma non gli aspetti sessuali, e durante la perquisizione in casa i militari trovano un archivio con le liberatorie per il trattamento dei dati personali firmate dai suoi «pazienti». Un centinaio di nomi su cui ora si indagherà per capire se ci sono altre vittime.
Ultimo aggiornamento: 7 Novembre, 10:05 © RIPRODUZIONE RISERVATA