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Al Teatro dell'Unione in scena "La classe" per parlare del disagio giovanile

Claudio Casadio e Andrea Paolotti
di Carlo Maria Ponzi
2 Minuti di Lettura
Venerdì 18 Febbraio 2022, 04:55

Al Teatro dell’Unione, domenica 20, alle ore 18, uno spettacolo sul disagio giovanile che gode del sostegno di Amnesty International. Il titolo: “La classe” di Vincenzo Manna. Gli interpreti: Claudio Casadio, Andrea Paolotti, Edoardo Frullini, Valentina Carli, Andrea Monno, Federico Le Pera, Caterina Marino, Giulia Paoletti. La regia: Giuseppe Marini.

Si tratta di una produzione realizzata nel 2018 a cura di “Accademia Perduta Romagna Teatri”, “Goldenart” e Società per Attori che guarda ai temi del disagio giovanile, della violenza crescente e delle forti disuguaglianze sociali che abitano le nostre città. «Temi forti e attuali – dice il regista - che si manifestano per primo nelle case, sulle strade e nelle aule scolastiche sui quali lo spettacolo, preceduto da tanto cinema, si propone di accendere i riflettori anche attraverso il linguaggio del teatro».

La scuola rappresentata si colloca in una cittadina europea qualsiasi in forte crisi economica e identitaria (la città d’ispirazione del testo è Calais, in Francia). La “classe” pulsa e fibrilla nell’aula malmessa e fredda (realizzata da Alessandro Chiti) di un Istituto comprensivo specializzato in corsi professionali di avviamento al lavoro; è situata un quartiere popolare situato a poca distanza da un enorme campo-profughi, lo “Zoo”, che da una parte pare avere ulteriormente deteriorato un tessuto sociale sull’orlo del collasso, ma che ha anche portato lavoro — non ultimo, paradossalmente, la costruzione di un muro per evitare la fuga dei rifugiati. Disagio, criminalità e conflitti sociali sono il pane quotidiano di questi moderni “senza famiglia”, a testimonianza di uno smagliamento della civiltà che sembra procedere in discesa su binari senza fine.

Va rilevato che “La classe” è frutto di un progetto multidisciplinare che ha visto collaborare soggetti impegnati nei campi della ricerca, della formazione e della psichiatria sociale; è stato realizzato in collaborazione con Tecnè, Società italiana di riabilitazione psicosociale, e Phidia. Si basa su migliaia di interviste a giovani tra i 16 e i 19 anni, che hanno dato impulso e contributo alla scrittura drammaturgica, permettendo di scandagliare uno spaccato sociale dai connotati particolarmente problematici.

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