Stupro al pub di Casapound, la Cassazione conferma le sentenze di primo e secondo grado per Chiricozzi e Licci

Francesco Chiricozzi e Riccardo Licci
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Giovedì 20 Maggio 2021, 11:36 - Ultimo aggiornamento: 17:49

Stupro al pub di Casapound,  la Cassazione ha confermato le sentenze, già inflitte in primo e secondo grado,  per Francesco Chiricozzi e Riccardo Licci, i due ventenni già condannati per stupro di gruppo ai danni di una donna. I due ex militanti di Casapound erano stati condannati in primo grado rispettivamente a 3 anni e 2 anni e 10 mesi di reclusione. Pena confermata anche dalla Corte d’Appello lo scorso 14 luglio.

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La notte tra il 12 e il 13 aprile 2019 i due ventenni portarono una 36enne di Viterbo nel pub ad uso esclusivo di Casapound e qui per ore la violentarono. Una violenza ripresa con i cellulari e poi condivisa con amici e parenti. Nessun dubbio, per la giudice di primo grado, che si sia trattato di violenza sessuale di gruppo. I video, girati dagli stessi imputati, sono infatti una prova inconfutabile.

«La donna - scrive nelle motivazioni la gip - non era in condizioni di dare un valido consenso alle reiterate attività sessuali cui veniva sottoposta, che si svolgono in silenzio assordante interrotto da insulti e da frasi sconnesse della ragazza». Non solo, quando la ragazza dice “basta, basta”, i suoi lamenti non sortiscono alcun effetto, i due continuano a porre in essere atti sessuali di vario genere, indifferenti alla richiesta di smettere. Non dello stesso avviso il nuovo avvocato di Francesco Chiricozzi. Il giovane di Vallerano ha assunto un nuovo difensore. L’avvocato Giosuè Naso che proprio oggi discuterà la causa.

«Io ovviamente - ha spiegato il difensore - non sono intervenuto nella fase di merito, ma solo nella fase della Cassazione. Tutto ruota intorno alla percezione dell’asserito dissenso manifestato dalla parte offesa. Ovvero se il dissenso sia stata percepito e si sia approfittato delle condizioni di minorata difesa. Quello che sembra chiaro però è che da parte dei due ragazzi non ci sia stato inganno. Emerge chiaramente che la ragazza segue spontaneamente i due sapendo fin dal principio che avevano le chiavi di un locale chiuso».

L’esito sembrerebbe scontato. Ma potrebbe non esserlo. La Cassazione potrebbe anche decidere di annullare e rinviare in appello. «E’ un’ipotesi - continua Naso - ed è quello che spero, visto che secondo me il calcolo della pena non è esatto. C’è un errore di calcolo nella pena, se questo fosse condiviso dalla Cassazione, arriverebbe un annullamento con rinvio limitatamente pena». Che significherebbe evitare completamente il ritorno in carcere per Licci e Chiricozzi.

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