Scuola, doppi turni e trasporti: nel Viterbese è il caos, studenti sul piede di guerra

Il Paolo Savi di Viterbo
di Federica Lupino
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Martedì 12 Ottobre 2021, 06:45 - Ultimo aggiornamento: 20:21

“Quanto sta avvenendo ha dell’assurdo: l’Ufficio scolastico regionale tace di fronte alle richieste di deroga o le rifiuta. Intanto, che ci siano disservizi con i mezzi del Cotral è lapalissiano. E mentre cinema e teatri possono tornare al 100% delle presenze, i bus no. Qualcuno mi spieghi qual è la ratio”. Eugenio Stelliferi, consigliere provinciale delegato all'Istruzione, commenta quanto avvenuto nella settimana appena trascorsa.

Tutte le superiori di Viterbo hanno chiesto all’Usr che si torni a un unico orario di ingresso e lo stesso hanno fatto gran parte delle scuole in provincia. Ma da Roma, quando la risposta è arrivata, è stata negativa. Unica eccezione il Cardarelli di Tarquinia.

“L’accordo però non era questo: durante l’ultima riunione del tavolo scolastico provinciale insediato in Prefettura sia i vertici della Regione sia quelli di Cotral hanno ammesso che i disagi ci sono e che in nessun’altra provincia del Lazio avviene quanto sta accadendo a Viterbo. SI erano detti aperti all’analisi delle richieste di deroga, invece sta avvenendo tutto il contrario”, rincara Stelliferi. Questa settimana si attende la nuova convocazione del prefetto Giovanni Bruno: si preannuncia una riunione infuocata, anche dopo le proteste che da giorni vanno avanti nelle scuole secondarie di Civita Castellana.

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Intanto, il 93,7% degli studenti del Paolo Savi sostiene che “gli orari così strutturati non sono più sostenibili” e chiede si torni a un unico ingresso alle 8. Lo rivela una lettera firmata da Nicholas Franceschi, rappresentante dell’istituto e inviata proprio a Stelliferi per testimoniare quali siano le conseguenze dei doppi turni a scuola sulla vita quotidiana dei ragazzi. Si tratta del risultato di un sondaggio condotto dai rappresentanti delle classi sugli studenti che frequentano l’Ite di Viterbo.

“L’asincronia tra gli orari scolastici e dei pullman costringe – denunciano - ad attese improduttive; c’è un calo inevitabile dell’attenzione durante le ultime ore di lezione nei giorni in cui l’uscita è alle 16; non si riesce – continua Franceschi - a conciliare la vita scolastica con quella sociale e con lo studio pomeridiano”. I ragazzi lamentano anche numerose richieste di uscita anticipata, problemi di alimentazione visto che l’istituto non ha una mensa e grossi disagi per i genitori che sono spesso costretti a prelevare i figli a scuola a causa delle carenze nei trasporti pubblici.

“La situazione è al limite. Mi auguro – conclude Stelliferi – che l’Usr e il Cotral si ravvedano e si torni a orari più gestibili. Se proprio si deve continuare con gli ingressi scaglionati, che siano alle 8 e alle 8,30 così da limitarne le conseguenze negative”.

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