Elezioni comunali a Viterbo, scintille tra i candidati sindaco all'incontro di Unindustria

La sala di Unindustria Viterbo
di Simone Lupino
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Mercoledì 25 Maggio 2022, 13:02 - Ultimo aggiornamento: 15:06

Centro storico, termalismo, sviluppo delle aree industriali. Ma anche gestione della macchina amministrativa e rigenerazione urbana. Sono i temi sui quali ieri - in occasione della presentazione del manifesto di Unindustria e Ance per le elezioni amministrative - si sono accese le prime scintille tra i candidati sindaci, unico assente Giovanni Scuderi.

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Botta e risposta su come rilanciare il centro storico tra Laura Allegrini e Luisa Ciambella (Per il bene comune). Per la candidata di FdI, «vanno riempiti i buchi neri che si sono creati, come l'ospedale, la Banca d'Italia o l'ex caserma Giuglioli a piazza della Rocca». La soluzione è «riportare i servizi all'interno delle mura» e «il Comune deve dare il buon esempio acquistando l'edificio della Banca d'Italia, trasferendo lì i propri uffici, con tutti i dipendenti. Avremmo così duecento persone che fanno vivere il centro anche di giorno, mentre ora è solo un contenitore per il divertimento notturno».

«Ma il Comune non può permettersi l'acquisto di immobili - ha replicato Ciambella - e abbiamo invece a disposizione fondi per recuperare il nostro patrimonio, per cui si può intervenire su quegli immobili. Per le aziende che apriranno in centro proponiamo invece di cancellare Imu, Tari o una parte dell'affitto nei primi 3 anni di attività».

Chiara Frontini si è soffermata sul rilancio delle aree produttive: «Via dell'Industria, che dovrebbe essere il biglietto da visita per chi viene a investire nella nostra città, si trova in condizioni indecorose». La candidata di Viterbo 2020 ha definito «fondamentale per lo sviluppo e la crescita del capoluogo la piena realizzazione delle due Apea (l'acronimo con cui viene chiamata una Area produttiva ecologicamente attrezzata, ndr): Acquarossa e Poggino». Così come «è indispensabile far partire il progetto già finanziato per il collegamento tra il Poggino e la Cassia Nord».

Bene le Apea, ma non sono l'unico strumento che il Comune può sfruttare, ha sottolineato dal canto suo Alessandra Troncarelli, che ha ricordato la recente istituzione da parte della Regione della «Zona logistica semplificata che metterà in stretta connessione alcuni comuni del Lazio, tra i quali c'è anche Viterbo, con le aree portuali». Mentre sul centro storico la candidata del centrosinistra ha sottolineato come «ci siano già 150 milioni a disposizione del Comune e che adesso serve soprattutto celerità nello spenderli».

Tra le proposte di Marco Cardona (Italexit) c'è invece quella di puntare sul marchio Viterbo Terme, «da sponsorizzare a livello nazionale e internazionale». Mentre secondo Carlo D'Ubaldo (Sinistra per Viterbo) prima cosa da fare è «avere coraggio di discutere in maniera partecipata un piano urbanistico comunale generale», come chiave per lo «sviluppo economico e sociale della città. Si parla di bene comune - ha aggiunto - ma bisogna toglierci l'idea che ci sia un bene comune che va bene per tutti. Quando si parla di bene comune bisogna tenere conto delle persone che stanno peggio».

Tra le principali criticità segnalate dagli industriali i ritardi della macchina amministrativa: problema reale per Claudio Ubertini, sul quale però secondo il candidato di FI e Lega incide anche la politica: «Bisogna smettere di litigare su tutto, spesso in maniera strumentale, questo atteggiamento non aiuta il dirigente che invece deve essere messo nelle condizioni di lavorare in maniera tranquilla».
 

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