Tarquinia, contributi a fondi perduto per chi apre un'attività nel centro storico

Tarquinia, contributi a fondi perduto per chi apre un'attività nel centro storico
di Luca Telli
2 Minuti di Lettura
Mercoledì 2 Dicembre 2020, 09:44 - Ultimo aggiornamento: 21:00

Ben 200mila euro di finanziamenti a fondo perduto per l’apertura di nuove attività o riqualificazioni all’interno del centro storico. Termine del bando: 30 aprile 2021. «Un piano importante per sostenere il rilancio dell’economia della città che con questi volumi non era mai stato azzardato», spiega Luigi Serafini, assessore alle opere pubblica e all’economia del territorio.

Il bando, che si inserisce all’intero del piano di sviluppo economico per fronteggiare la pandemia e lo spopolamento del centro storico, fa seguito all’ ‘avviso esplorativo’ approvato dalla giunta lo scorso 12 giugno finalizzato all’individuazione di soggetti potenzialmente interessati ai fondi.

«21 richieste sono già sul tavolo – precisa Serafini – . Per essere approvate dovranno essere ripresentate con le nuove specifiche ma avranno prelazione. Valuteremo tutti i casi cercando di dare risposte il prima possibile».

L’iter abbastanza agile. Condizioni per l’accesso legate alla tipologia dell’attività: botteghe d’arte, artigiane e prodotti alimentari con il vincolo del 60% della merce identificativa della zona tosco laziale.

Escluse, tra le altre, vendita di telefonia, edicole, armerie e attività di scommesse. Necessaria una fedina fiscale pulita e revoca nel caso di chiusura dell’attività entro 36 mesi (salvo difficoltà economiche, fallimento e malattia), trasferimento dell’impresa, mancato rispetto delle norme sul lavoro e dei contratti collettivi di riferimento per i lavoratori.

Spese ammissibili: adeguamento e ristrutturazione dei locali, spese societarie, TARI, TOSAP e canoni d’affitto. Erogazione massima del 60% delle spese sostenute nei primi due anni di attività. Per le nuove aperture fino a 13.500 euro che scendono a 4000 per le attività esistenti. Fondi che saranno corrisposti in tre tranche: al momento della apertura, dopo 12 mesi e al termine dei due anni.

«Ma non basta. Il 2021 sarà un anno particolarmente duro e il bando avrà una certa elasticità – continua Serafini – ci sarà un contributo per chi ha sostenuto spese per gazebo e dehors fino a 2500 euro in un’unica soluzione. II messaggio che vogliamo mandare è semplice: il Comune non regalerà soldi ma farà di tutto per non lasciare nessuno indietro».

© RIPRODUZIONE RISERVATA