Polo ateneo: vertice Provincia – Università della Tuscia sul progetto finale

Venerdì 18 Gennaio 2019 di Renato Vigna
Viterbo: ex caserma dei Vigili del fuoco
Ex caserma dei Vigili del fuoco: e vennero i giorni degli incontri ravvicinati. Tra Pietro Nocchi, presidente della Provincia, proprietaria dell’immobile, e Alessandro Ruggieri, rettore dell’Università della Tuscia.
 
Oggetto del faccia a faccia, fissato per il 22 gennaio, nella sede del rettorato di Santa Maria di Gradi: cominciare a mettere qualche punto fermo sulla proposta di Unitus di avere in comodato d’uso la struttura («per un periodo congruo»), recuperarla a proprie spese, trasformarla in un Polo accademico, aperto alla città in una logica plurifunzionale.
 
Il relativo progetto di massima, curato dallo stesso ateneo, è stato consegnato alla Provincia lo scorso dicembre. La relazione, accompagnata da tavole planimetriche, prevede la realizzazione di nuove aule e laboratori con l’accorpamento dei corsi di laurea umanistici; quindi un incubatore di idee per accelerare i processi di creazione di impresa; attività di supporto sociale per l’inclusione di soggetti deboli e diversamente abili; mantiene, memoria e simbolo storico del comando, l’edificio-torre che diventa struttura di supporto multimediale e di comunicazione; infine, spazi per iniziative culturali in condivisione con Provincia e Comune.
 
Entrambi gli interlocutori hanno intenzione di accelerare la definizione delle procedure da seguire, accomunando i rispettivi obiettivi politico-istituzionali. Ruggieri vuole in un certo senso “incoronare” l’ultimo anno del suo mandato con una operazione che ribadisce la vocazione della “Tuscia” a intervenire su immobili storici e farli diventare postazioni a servizio della collettività per funzioni non limitate alla didattica e alla ricerca.
 
«E’ di grande fascino – ha detto il magnifico nelle scorse settimane – poter costituire un grande polo accademico nelle vicinanze del centro della città, con evidenti benefici non solo per la capacità attrattiva dell’Ateneo, ma anche per l’indotto economico e per la complessiva migliore qualificazione del quartiere».
 
Sull’altro versante, il giovane Nocchi intravvede la possibilità di intestarsi una operazione (a costo zero) che fa riaccendere i riflettori su Palazzo Gentili e lo fa uscire dal cono d’ombra in cui l’ha gettato la riforma De Rio, prosciugandone le competenze e le risorse economiche.
  
Date queste premesse, l’incontro del 22 appare decisivo. «Anche se la caserma di via Oslavia è ancora a servizio dei Vigili – rilevano a Gradi – nulla osta ad affrontare i vari aspetti sottesi al contratto di comodato, alla redazione del progetto definitivo, al coinvolgimento del Comune per il cambio di destinazione d’uso rispetto alle norme del vigente Prg». © RIPRODUZIONE RISERVATA

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