Lavoro, nel piano sicurezza di Ance controlli a tappeto nei cantieri

Lavoro, nel piano sicurezza di Ance controlli a tappeto nei cantieri
di Luca Telli
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«Un cantiere non è un ufficio e il pericolo di infortuni non può essere azzerato, da anni però ANCE lavora per abbassare la soglia di rischio al minimo. Per noi la forbice diventa accettabile quando scende ben al di sotto sotto del punto percentuale». All’allarme lanciato dalla CISL sulla possibile spirale di infortuni sul lavoro che gli incentivi messi in piedi dal governo, dal 110% al bonus facciate, potrebbero innescare, il presidente di ANCE Andrea Belli risponde con una mano tesa alla collaborazione.

«La preoccupazione del sindacato è la nostra – spiega Belli – Il pericolo che è stato ipotizzato è reale. Il 110% rappresenta un’occasione unica per rilanciare il settore. Ma se da una parte è un motore incredibile dall’altra espone a possibili speculazioni, rischia cioè di attirare chi vede un guadagno facile nel brevissimo periodo con conseguenze su imprese e lavoratori».

Imprese spesso create ad hoc e senza alcuna connotazione associativa, che fanno della irregolarità contrattuale la principale forma di competitività dopata rispetto a chi opera nella regolarità. Una politica di costi bassi pagata, in prima istanza, dall’anello più debole: i lavoratori lasciati sprovvisti di garanzie, dispositivi di sicurezza e formazione che ogni azienda ha l’obbligo di garantire.

«Agire in maniera preventiva, fermare cioè la speculazione nella sua fase embrionale cioè, non è così semplice – continua Belli -. Questo perché non esiste un regolamento che vincola l’apertura di un’impresa edile ad adempimenti sulla sicurezza o al rispetto di una normativa specifica».

La soluzione quindi non può passare da una selezione all’ingresso «perché il mercato deve restare libero», precisa il presidente ANCE, ma da un’intensificazione delle verifiche sui cantieri e nelle aziende da parte delle forze preposte, a partire dall’ispettorato del lavoro e della ASL, chiamate a capillarizzare l’azione.

«Il vero problema è l’omesso controllo – continua Belli -. Le aziende che non utilizzano gli strumenti messi a disposizione in materia di qualificazione, sicurezza e regolarità del settore edile attraverso gli enti bilaterali, Cassa Edile e Scuola Edile, vanno sanzionate duramente. Non può essere lasciato spazio a chi non rispetta le regole».

Per l’edilizia il prossimo biennio promette un bilancio positivo. Una ripresa decisa dopo più di dieci anni di crisi durissima iniziata nel 2008 ed esplosa pienamente nel 2012. Secondo le stime, l'anno in corso potrebbe segnare un +8,6% per gli investimenti in costruzioni e un effetto sull'economia di quasi +2% di prodotto interno lordo.

«Ci sono tutti i presupposti per pensare che si possa vivere una nuova primavera. Non c’è solo entusiasmo, ci sono anche i dati a sostenerlo – conclude Belli -.  Una consapevolezza che rafforza l’impegno di ANCE per sostenere la crescita all’insegna del lavoro sicuro».

Venerdì 7 Maggio 2021, 10:11 - Ultimo aggiornamento: 21:35
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