Biodistretto della Via Amerina, è scontro sull'istituzione della Fondazione

Biodistretto della Via Amerina, è scontro sull'istituzione della Fondazione
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Mercoledì 24 Novembre 2021, 21:12

Nel Bio-distretto della via Amerina si è aperta la discussione sul nuovo statuto per modificare la ragione giuridica in fondazione. Per questo, oggi a Civita Castellana, i sindaci dei 13 comuni che fanno parte dell'associazione si incontreranno per parlare di regolamento, che vorrebbe dare spazio ad altri soggetti.

Otto comuni hanno approvato lo statuto: Nepi, Calcata, Faleria, Castel Sant'Elia, Fabrica, Vasanello, Gallese e Vignanello. Cinque (ovvero Civita, Orte, Corchiano, Vallerano e Canepina) invece hanno rinviato per diversi motivi l'approvazione.

A Civita, è stato rinviato il consiglio comunale che era in programma ieri, dopo un incontro tra i rappresentanti di alcune amministrazioni a Canepina.«E' stato deciso il rinvio, vista la riunione ha scritto ai colleghi del consiglio Claudio Parroccini - prevista tra le amministrazioni coinvolte nell'approvazione dello statuto della costituenda fondazione. Le amministrazioni hanno stabilito di intraprendere un percorso di analisi più approfondita, che porti alla predisposizione di uno Statuto maggiormente utile al raggiungimento degli obiettivi del Bio-distretto e delle realtà del territorio coinvolte».

A Vignanello invece la proposta è stata approvato all'unanimità. «Siamo convinti che la via maestra hanno scritto il sindaco e la giunta - è quella politica, dai toni pacati, e non una pratica aggressiva nell'approccio alle politiche agricole. Non sulle polemiche si costruisce la cultura dell'agricoltura sostenibile, ma sulla informazione corretta, il confronto e la concertazione. La via, faticosa, resta sempre quella del dialogo, l'unico strumento della politica vincente senza logiche di parte».

Il riferimento è alle polemiche sulla battaglia del Biodistretto contro l'uso dei fitofarmaci e dei diserbanti nella coltura del nocciolo, materia che ha visto lo scontro tra amministratori e associazioni agricole. Ma a Vignanello guardano avanti: «Il vero ostacolo allo sviluppo delle pratiche agricole all'insegna della sostenibilità, biologiche e non, è da ravvisare nelle norme che non recepiscono ancora gli obiettivi dell'Agenda 2030 e l'eco dei trattati in corso sui cambiamenti climatici. Eppure gli agricoltori hanno saputo ridurre il numero dei trattamenti al minimo e le pratiche agricole biologiche sono in aumento»

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