Cellulari e tumori, la scienza boccia la sentenza choc: «Non aumentano i rischi»

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L'uso intensivo e prolungato del telefono cellulare può causare l'insorgenza di alcune tipologie di tumore. A sostenerlo è la Corte d'Appello di Torino che, ieri, ha riaperto il dibattito sul tema confermando la sentenza di primo grado emessa nel 2017 dal Tribunale di Ivrea sul caso di un 56enne dipendente di Telecom Italia. La storia è quella di Roberto Romeo che nel 2010 ha scoperto di essere stato colpito da un tumore benigno ma invalidante, il neurinoma del nervo acustico. Un cancro che, a detta dei suoi avvocati, ma anche della Corte torinese e del giudice del lavoro di Ivrea, è stato causato dall'uso continuato che l'uomo ha fatto del cellulare per oltre 15 anni. Per esigenze lavorative l'uomo utilizzava il telefono per circa 3 ore al giorno provocandosi il neurinoma che lo ha reso invalido per il 23 per cento. Una malattia professionali per cui l'Inail d'ora in poi dovrà corrispondergli una rendita vitalizia. Tuttavia la sentenza

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