Roma, cure inutili per i bambini malati: la truffa della finta oncologa pediatrica

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Finta oncologa pediatrica si presenta con un curriculum medico da luminare e raggira per anni in città famiglie con bambini malati, prescrivendo farmaci miracolosi e salvavita. Falso il certificato di laurea in medicina, falsa la specializzazione in pediatria, oncologia e ematologia, e peggio ancora l'assunzione come primario in un noto ospedale romano. Simona Salvatori, quarantaduenne romana, sarebbe potuta essere ribattezzata la dottoressa indolore. In caso di analisi del sangue mai una lacrima da parte dei piccoli pazienti. Il motivo, di tanta delicatezza, è stato appena accertato. Simulava i prelievi, sempre a domicilio, e poi inventava i risultati. Il nome della finta dottoressa, che per racimolare soldi, e tanti, ha messo a rischio la salute di bambini già malati, da ieri, è associato a una condanna in abbreviato a tre anni e tre mesi emessa dal gip Clementina Forleo per truffa ed esercizio abusivo della professione. Tra le parti civili pure l'Ordine dei Medici. La dottoressa Salvatori, che medico non era, infatti, a differenza di quanto vantava e scriveva non aveva mai messo piede nell'equipe del famoso immunologo Ferdinando Aiuti, e mai frequentato l'altrettanto illustre ematologo Franco Mandelli, di recente scomparso. A far scoprire il raccapricciante raggiro, nel marzo di due anni fa, la denuncia al commissariato Prenestino della mamma di un bambino di due anni affetto da tumore. La donna aveva raccontato di aver contattato tramite whatsapp la dottoressa (finita due mesi dopo ai domiciliari) che si era resa subito disponibile per i primi esami a domicilio. Più che le visite però la mamma preoccupata si era ritrovata a pagare le medicine: 400 euro per una scatoletta di capsule (verosimilmente vitamine, riportano gli atti del pm Claudia Alberti) e 500 per aver procurato un farmaco (purtroppo vero) in endovena. Per tranquillizzare i primi sospetti della donna, la finta oncologa allora le ha inviato sul cellulare una relazione (falsa) a firma del professore Aiuti in cui diagnosticava una lieve leucopenia linfocitica. Comunque perplessa la mamma del piccolo aveva contattato l'ordine dei medici di Roma scoprendo che la dottoressa non figurava nell'albo. Durante la perquisizione in casa della finta dottoressa gli investigatori hanno trovato non solo siringhe, risultati di analisi, aghi, flaconi, timbri e ricettari, ma anche attestati specialistici (firmati falsamente anche dal ministro alla salute Lorenzin), l'attestazione pure falsa di presidente del Comitato di bioetica in Vaticano e la titolarità di cattedre varie. Le prime vittime, si è scoperto poi, i familiari di compagni di scuola dei figli, vicini di casa, gente conosciuta al supermercato. A una donna affetta da tumore la dottoressa aveva consigliato un farmaco svizzero per diecimila euro. Prescritto (per la stessa cifra) pure a sorella e figli. Visti gli alti incarichi e le alte conoscenze l'esperta ha venduto anche un posto di lavoro: diecimila euro per una assunzione in Vaticano. Rifilando alla candidata anche pillole dimagranti, per altre migliaia di euro.


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