L'intervento integrale del direttore del Messaggero Virman Cusenza

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Il direttore del Messaggero Virman Cusenza introducendo il convegno "Obbligati a crescere - Strategie per l'Italia", ha ricordato il momento particolare, «delicato e complesso che sta attraversando il Paese, a breve distanza dalle elezioni europee il cui risultato non ha chiarito la direzione di marcia». «Siamo di fronte a due strade che vanno percorse in modo parallelo ha spiegato Cusenza - una riguarda lo slancio da dare alla nostra economia, al nostro sistema e l'altra il risanamento dei conti pubblici».

Cusenza ha ricordato poi il momento di conflitto con Bruxelles che ovviamente espone il Paese alle turbolenze dei mercati. L'Italia è dunque impegnata in una doppia sfida, da una parte per recuperare la crescita, e dall'altra per dialogare con l'Europa, evitando l'avvio di una procedura per debito eccessivo. Cusenza ha affermato che il 2018 è stato l'anno in cui è iniziata la decrescita, mentre il 2019 è tutt'altro che l'anno «bellissimo» che un po' «incautamente» il presidente del Consiglio prevedeva. Oggi possiamo dire che misure di tipo «assistenziale e improduttivo come quota 100, che rischia di scassare i conti pubblici per il futuro, o il reddito di cittadinanza, che pure muove da ragioni comprensibili e condivisibili, non hanno riscontrato il consenso tra i beneficiari» e presentano problemi per quanto riguarda le risorse con cui finanziarli.

Il direttore del Messaggero ha poi sottolineato che tutti i governi anche del passato hanno preferito mercanteggiare con Bruxelles sugli zero virgola anziché concentrarsi su «su una cura choc» che potesse rilanciare il nostro sistema economico e politico. Insomma una «occasione mancata».

video Davide Fracassi/Ag.Toiati


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