Sanità cattolica, Papa Francesco: «Per i malati anziani meglio l'assistenza domiciliare dei ricoveri»

Sanità cattolica, Papa Francesco: «Per i malati anziani meglio l'assistenza domiciliare dei ricoveri»
di Franca Giansoldati
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Sabato 1 Gennaio 2022, 13:18

Città del Vaticano – Oltre a ricoprire di tenerezza i malati anziani, occorrerebbe garantire loro l'assistenza a casa. Gli ospedali o le cliniche per Papa Francesco dovrebbero, infatti, costituire l'ultima opzione di cura: «L’assistenza domiciliare, quando possibile, resta uno strumento di accudimento più affettuoso». Mentre in Vaticano è in corso una complessa operazione finanziaria per riordinare tutto il comparto sanitario in difficoltà, con la costituzione di una fondazione ad hoc con il compito di gestire e controllare la sanità cattolica e risollevarla dalla crisi degli ultimi anni, il Papa affida questa importante riflessione all'house organ della Osa, la cooperativa degli operatori sanitari associati.

«La casa non è semplicemente un luogo, è soprattutto relazione. Lasciare che una persona che vive una sofferenza, una malattia, un’invalidità possa sentirsi accolto e curato in un ambiente che gli offre relazione di bene, credo che trovi una forza nuova anche per affrontare la sua personale prova. Questo non significa che le strutture sanitarie sono inutili, ma devono diventare l’extrema ratio nell’esperienza della malattia e della sofferenza» ha spiegato Papa Francesco in una intervista rilasciata al periodico «50 mila volti». 

«Penso che tutti noi se dovessimo scegliere di vivere un’esperienza difficile da soli o accanto a delle persone che conosciamo, di cui ci fidiamo e che sentiamo che ci vogliono bene, penso che tutti sceglieremo ovviamente questa seconda opzione. Incoraggio, quindi, il lavoro che voi fate perché rende possibile l’esperienza del dolore e della malattia in un ambiente certamente più accogliente, più umano e più capace di umanizzare anche una parte della vita che proprio perché è difficile, ci fa sentire più soli, più incompresi e più vulnerabili» ha aggiunto il pontefice. 

Reduce da una brutta operazione al colon che - nel luglio scorso - lo ha costretto ad un ricovero al Gemelli, Papa Francesco ha elencato le tre regole auree che ogni medico o infermiere o operatore sanitario dovrebbe seguire. Tanto per cominciare il Papa suggerisce di «vivere in maniera umana il servizio e il lavoro. Non soltanto gli operatori sanitari a cui è chiesto un surplus di umanità, proprio per la delicatezza del loro lavoro. Credo che la prima cosa sia guardare negli occhi le persone, considerarle nella loro sofferenza senza mai banalizzarle. Ma accanto allo sguardo un grande ascolto, cioè perdere tempo per lasciare che queste persone possano affidare la sofferenza che vivono, le difficoltà che hanno a qualcuno. Lo sguardo, l’ascolto; la cura è la terza parola che si dovrebbe tradurre attraverso un modo mai violento, mai scontato e mai meccanico di offrire un aiuto, un sostegno e una prestazione professionale. La gente semplice percepisce subito questa differenza di qualità».

In questi giorni il Vaticano sta ultimando le fasi necessarie per il salvataggio del Fatebenefratelli, una operazione finanziaria che farà da apripista ad altre strutture sanitarie in crisi come per esempio l'Idi o la Casa del Sollievo della Sofferenza di San Giovanni Rotondo (visitata la scorsa settimana dal cardinale Pietro Parolin). Nella nuova Fondazione creata ad hoc da Papa Francesco è entrato con una notevole iniezione di denaro liquido l'imprenditore veneto Del Vecchio (Luxottica). La gestione industriale è stata affidata al Policlinico Gemelli.

Papa Francesco a luglio, quando era ricoverato al Gemelli per l'operazione al colon, parlando all'Angelus, si era lamentato pubblicamente di tante strutture cattoliche che stavano finendo nelle mani dei privati stravolgendo così la loro identità caritativa e umanitaria iniziale, in pratica il carisma fondativo. Di lì a poco il Vaticano ha creato una fondazione giuridica nella quale è entrato Del Vecchio (ha già investito in sanità a Milano con il 18 per cento allo Ieo-Monzino).

La sanità cattolica è un settore molto ampio e importante. In Italia ci sono circa 102 tra ospedali e cliniche con oltre 17 mila posti letto, dove vi lavorano circa 70 mila operatori, 8 mila dei quali medici. A questi numeri vanno aggiunte le strutture socio assistenziali per anziani, le case di riposo che sono oltre 1500, per un totale di 78 mila posti letto.

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