Verdone: «In giro vedo romani tristi, Roma deve liberarsi dai suoi mali ma bisogna pregare»

credit Photo Daniele Garofani
di Franca GIansoldati
3 Minuti di Lettura
Martedì 11 Gennaio 2022, 15:43 - Ultimo aggiornamento: 21:16

Città del Vaticano - Carlo Verdone, attore tra i più amati e apprezzati in Italia, rivolge ai romani gli auguri di buon 2022 con alcune raccomandazioni utili ad essere più felici e meno cupi di quanto non appaia la gente ora quando la si incontra per strada, sugli autobus, in metro. «Tutti chini su un cellulare e non un sorriso». Verdone suggerisce di mostrare più cura per gli altri e la città, poi di coltivare una sana spiritualità, a cominciare dalla preghiera. «Quella aiuta sempre, infonde coraggio e speranza». Lo confida al Messaggero al termine della cerimonia per la consegna dell'onorificenza di commendatore dell'Ordine della Stella d'Italia a monsignor Dario Viganò, vice cancelliere della pontificia accademia delle scienze sociali e grande esperto di cinema, all'ambasciata italiana presso la Santa Sede. «Auguro una pronta guarigione alla mia città dai mali che la affliggono».

Carlo Verdone e i messaggi di auguri di Natale che non si aspettava: «Non li sentivo da 35 anni...»

Gli auguri di Verdone


«Ai romani per questo anno nuovo auguro più salute. L'augurio è esteso a Roma. Una salute che dipenderà dalla cura che i cittadini e la politica le riserveranno; cittadini e politica si dovranno occupare di un grande corpo meraviglioso che ora è un po' malato. Auguro, dunque, una pronta guarigione alla mia città. E spero che diventi una città meno nevrotica, che guardi più all’ottimismo che sia meno cinica, che sia meno scura in volto. Purtroppo lo noto osservando le persone, tutte chinate sui cellulari; non c'e più un sorriso». 

Verdone si dice fortunato perché la gente a lui manifesta allegria, «vedono l'attore e sorridono» ma in giro non si notano troppi volti contenti. «La gente non la vedo felice, sarà anche colpa di questa pandemia». Le cause forse dipendono «da tanti fattori e certamente anche di una spiritualità che viene meno: vediamo tante chiese vuote e sono sicuramente un problema. Poi però quando si diventa vecchietti si sente, al contrario, il bisogno di andare in chiesa, e si capisce che si può lasciare questa terra da un momento all'altro».

Verdone: «In giro vedo romani tristi, Roma deve liberarsi dai suoi mali ma bisogna pregare»

L'attore ritiene che possa rivelarsi utilissima la preghiera. «Purtroppo si prega solo quando ci servono le cose invece che pregare ogni giorno. Me lo fece notare un giorno il cardinale Tonini. Mi disse: prega prega prega, anche se dall'altra parte del telefono sembra non ci sia nessuno. Lui però ti ascolta: La preghiera ti infonde coraggio. Quanta forza offre la preghiera». L'attore prima di lasciare la sede dell'ambasciata si lascia fotografare da Daniele Garofani assieme a monsignor Viganò.

© RIPRODUZIONE RISERVATA