Nel mondo 245 milioni di cristiani sono perseguitati a motivo della propria fede

Giovedì 17 Gennaio 2019 di Franca Giansoldati
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Città del Vaticano - Un cristiano ogni 9 subisce persecuzione a causa della propria fede. Si calcola che siano oltre 245 milioni i cristiani perseguitati nel mondo. Il rapporto annuale World Watch List di Porte Aperte ha registrato 4.305 persone uccise per ragioni legate alla loro fede e 3150 sono state arrestate, condannate e detenute senza processo. A questo si aggiungono 1847 chiese ed edifici collegati distrutti o attaccati. Nel rapporto è stata stilata la lista ‘nera’ dei 50 Paesi - su 150 monitorati – dove i fedeli cristiani sono più oppressi, vessati, discriminati, oggetto di abusi e violenze fino ad essere uccisi,  condizionati nella vita privata e pubblica, a causa della loro credo religioso. In totale, 35 Stati asiatici, 15 africani e 2 latinoamericani.

In cima alla classifica delle nazioni più illiberali sul piano religioso si conferma la Corea del Nord, dove si stima siano ancora detenuti nei campi di lavoro tra 50 e 70 mila cristiani. A seguire sono l’Afghanistan e la Somalia, a motivo di società islamiche radicalizzate e d’instabilità politica endemica e poi la Libia, il Pakistan, il Sudan, l’Eritrea, lo Yemen, l’Iran, l’India e la Siria. Ben undici Paesi, dove Porte Aperte, ha riscontrato una realtà di persecuzione “estrema” dei cristiani e di altre minoranze.

Tra i continenti più a rischio di morte è l’Africa, dove in un solo Paese la Nigeria si concentra massima parte delle uccisioni di cristiani, ben 3.731 lo scorso anno. E, peggiora la situazione anche nel nord in Libia, Algeria, Egitto, Tunisia, Marocco e nel corno d‘Africa in Etiopia ed Eritrea.

In Asia, un cristiano su tre è definibile perseguitato. La Cina, sale al 27mo posto della lista e al primo posto per il numero d’incarceramenti e l’India al 9no posto si distingue per le leggi anti-conversione approvate in otto Stati, per cui non passa giorno – denuncia Porte Aperte – senza che un cristiano o una chiesa non subisca un’aggressione in questo Paese. Nel Medio Oriente peggiora la situazione in Siria e nello Yemen. Nell’Asia centrale si segnalano Uzbekistan e Turkmenistan per attacchi a chiese e impedimenti per i cristiani a riunirsi. Nella lista compare anche la Federazione russa al 41 mo posto per alcune leggi restrittive sulla libertà religiosa e gli attacchi alle chiese in Dagestan e Cecenia. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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