Papa Francesco spedisce monsignor Palmieri ad Ascoli, il turnover "anomalo" dei vescovi

Papa Francesco spedisce monsignor Palmieri ad Ascoli, il turnover "anomalo" dei vescovi
di Franca Giansoldati
4 Minuti di Lettura
Venerdì 29 Ottobre 2021, 14:43 - Ultimo aggiornamento: 31 Ottobre, 15:12

Città del Vaticano – Sono ormai in molti ad interrogarsi su cosa stia effettivamente accadendo ai piani alti del Vicariato di Roma dove, da qualche anno in qua, si assiste ad un vistoso turn-over di vescovi nominati dal Papa e poi spostati ad altro incarico a tempo di record. Il tutto con una frequenza mai vista prima. In assenza di spiegazioni ufficiali l'anomalia è destinata a far fiorire le leggende più impensate. Insomma un piccolo giallo.

Papa Francesco spedisce monsignor Palmieri ad Ascoli

Che qualcosa non stia andando alla perfezione è parso chiaro pochi mesi fa quando Papa Francesco ha spedito nel palazzo del Laterano un team di esperti finanziari ed economici per effettuare una audit in piena regola. Una mossa trapelata grazie ad una agenzia di stampa (Aci-Prensa) senza che l'iniziativa fosse annunciata in modo trasparente né dal Vaticano, né tantomeno dal Vicariato. L'obiettivo era di effettuare una valutazione sul bilancio consultivo e previsionale della diocesi e mettere sotto osservazione gli investimenti, la gestione del patrimonio umano ed economico. Probabilmente una iniziativa resasi necessaria per via del bilancio negativo quale effetto primario della crisi dovuta al covid. 

Quello che suscita stupore, invece, è il turn-over anomalo di vescovi. L'ultimo vescovo mandato a guidare una diocesi periferica dopo essere stato nominato tra gli ausiliari della capitale è monsignor Gianpiero Palmieri, già responsabile del settore Est di Roma e solo l'anno scorso chiamato al ruolo di vice-gerente, una carica importante che, con dignità arcivescovile, affiancava il lavoro del cardinale vicario Angelo De Donatis. Stamattina la doccia fredda e l'ennesimo ricambio con l'annuncio che Palmieri veniva destinato dal Papa alla guida della diocesi di Ascoli Piceno, attualmente amministrata temporaneamente dal vescovo di Rieti dopo l'uscita di scena del vescovo Giovanni d'Ercole (per motivi ancora da definire ma c'è chi dice per avere espresso critiche alla gestione papale durante il covid). Palmieri in questi anni si sarebbe distinto per rigore e attivismo e ora il suo inaspettato trasloco è al centro di tante speculazioni. 

Gli altri casi

Prima di lui è toccata la stessa sorte a un altro vescovo. Solo cinque anni fa il Papa nominava monsignor Paolo Lojudice vescovo ausiliare del settore sud, salvo dirottarlo poi a Siena tre anni fa. Successivamente forse per compensarlo lo ha creato cardinale. Meno fortunato è stato anche il vescovo Gianrico Ruzza, prima nominato dal Papa responsabile del settore centro e poi trasferito di punto in bianco a Civitavecchia. 

In questi anni si sono accavallate diverse voci incontrollate su tanti malumori tra i parroci romani. Sul tavolo del pontefice pare che non smettano di arrivare lettere contenenti sfoghi e mugugni relativi ad una gestione centrale ritenuta un po' troppo manageriale. I maligni ipotizzano che tanti scompensi siano da attribuire all'impronta decisionista del nuovo segretario generale, don Pierangelo Pedretti ma restano solo illazioni. Quello che invece è evidente è un turn over piuttosto insolito. Non si era mai visto un Papa cambiare così spesso i vescovi ausiliari della sua diocesi. 

© RIPRODUZIONE RISERVATA