PAPA FRANCESCO

La lezione di Papa Francesco sul linguaggio: meglio dire "persona migrante" e non solo "migrante"

Mercoledì 3 Aprile 2019
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Città del Vaticano - Anche il linguaggio può scivolare progressivamente nel superficiale se non si sta attenti. Per esempio può svuotare di sostanza un determinato termine se non si fa attenzione alla sua collocazione. Prendiamo la parola Migrante. Si tratta di un aggettivo. Molto meglio aggiungere il sostantivo: persona migrante, per non togliere dal linguaggio corrente la possibilità di definire la natura del migrante che resta una persona, con diritti e doveri. La lezione semantica è stata fatta stamattina all'udienza generale da Papa Francesco.

«A me non piace dire 'migrantì: a me piace più dire 'persone migrantì. Sapete perché? Perché 'migrantì è un aggettivo, invece 'personè è un sostantivo. Noi siamo caduti nella 'cultura dell'aggettivò: usiamo tanti aggettivi e dimentichiamo tante volte i sostantivi, cioè la sostanza. L'aggettivo va attaccato a un sostantivo, a una persona. Cioè migrante no, una persona migrante. Così c'è rispetto, per non cadere in questa cultura dell'aggettivo, che è troppo liquida, troppo gassosa».

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