Papa Francesco e il discorso choc ai suoi giornalisti: che audience abbiamo, chi raggiungiamo?

Papa Francesco e il discorso choc ai suoi giornalisti: che audience abbiamo, chi raggiungiamo?
di Franca Giansoldati
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Lunedì 24 Maggio 2021, 10:56 - Ultimo aggiornamento: 12:26

Città del Vaticano – Papa Francesco – che di fatto è anche l'editore dei mass media vaticani – sembra essere molto preoccupato per l'audience: «Chi ci ascolta?». A sei anni dalla maxi riforma dei mass media, un settore cruciale che viene a costare la cifra monstre di 43 milioni di euro l'anno per un totale di oltre 500 giornalisti,  stamattina – per la prima volta - Papa Francesco ha fatto visita a Palazzo Pio dove ha sede il cuore pulsante del Dicastero della Comunicazione dal quale dipendono Osservatore Romano, Vaticano News, Ctv, Libreria editrice vaticana, tipografia, sala stampa, la Radio vaticana. L'editore – cioè il Papa – ha fatto un discorso in diretta salutando gli ascoltatori della radio ma, nello stesso tempo, rivolgendo un messaggio all'interno, a chi vi lavora, chiedendo di riflettere ogni giorno sul numero delle persone che vengono effettivamente raggiunte dal messaggio della Chiesa. 

«Grazie a voi per il vostro lavoro, per quello che fate. Io ho soltanto una preoccupazione: (ci possono essere) tanti motivi di preoccuparsi, sulla Radio, sull'Osservatore, ma uno mi tocca tanto il cuore: quanti ascoltano la radio e quanti leggono l'Osservatore Romano? Perché se il nostro lavoro è per arrivare alla gente, quello (a cui) si lavora qui è bello, grande, faticoso arrivi alla gente, sia con le traduzioni, con le onde corte, la domanda che voi dovete fare è quanti: a quanti arriva? C'è il pericolo, come in tutte le organizzazioni, di una bella organizzazione, un bel lavoro ma - ha proseguito il papa - che non arrivi dove deve arrivare: il racconto del monte che partorisce il topo... tutti i giorni fate quella domanda: a quanti arriviamo?, a quante persone arriva il messaggio di Gesù con l'Osservatore Romano?». 

Dalle sorprendenti parole pronunciate a braccio a molti presenti è sembrata quasi una critica esplicita alla inefficacia del cammino finora fatto, tuttavia i dati pubblici raggiunti da Vatican News mostrano quasi 11 milioni di visitatori nel complesso, in una crescita lenta ma costante. 

Due mesi fa il prefetto della Congregazione della comunicazione, l'ex giornalista Rai Paolo Ruffini, in una intervista all'Osservatore, spiegava che il risparmio complessivo cumulato dal Dicastero per la comunicazione nel periodo 2015-2019 è stato pari a circa 16,6 milioni di euro grazie alla riforma attuata.

Ruffini sottolineava anche che l’apparato comunicativo vaticano è strutturalmente in deficit perché non segue logiche di mercato (in primis, la pubblicità, che è minima) ma obiettivi di evangelizzazione e diffusione delle parole e dell’attività del Papa e della Santa Sede in tutto il globo (i programmi di Radio vaticana vengono diffusi in 41 lingue, il portale Vatican News ha 43 lingue). I

Vi lavorano nel settore 565 persone. All’inizio della riforma 640. Poi aggiungeva che metà del personale appartiene alla Radio Vaticana. 

Da tempo diversi cardinali chiedono al Papa di rivedere i costi e cercare di contenere quelli relativi ai mass media poiché, a loro parere, pesano troppo sul bilancio. La crisi economica dovuta al covid ha acuito questo aspetto che è stato sollevato anche recentemente durante le riunioni economiche interne. 

 

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