CORONAVIRUS

Lourdes in ginocchio, chiuso il santuario l'economia dell'intera città è collassata

Martedì 5 Maggio 2020 di Franca Giansoldati

Città del Vaticano – Lourdes è letteralmente in ginocchio. Il disastro economico, sociale e comunitario di quel comprensorio legato alla vita del santuario mariano è totale e sta allarmando persino il governo. Il sindaco della seconda città turistica di Francia dopo Parigi, ha scritto al premier Eduard Philippe per chiedere aiuti supplementari a sostegno di un tessuto che si sta semplicemente sfaldando sotto gli effetti collaterali del coronavirus. Di «catastrofe» parla anche il rettore del primo santuario europeo, monsignor Olivier Ribadeau Dumas che al Messaggero racconta cosa hanno prodotto solo due mesi di lockdown.

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I sei milioni di persone sono ormai un lontano ricordo da quando, a marzo c'è stata la chiusura di ogni settore, comprese le piscine, luogo simbolico di guarigioni prima che del corpo dell'anima. «Noi concluderemo l'anno con un passivo di 8 milioni di euro, non avendo nessun altra entrata se non generosità dei pellegrini. Non abbiamo, infatti, nessun tipo di sostegno regionale o statale, né aiuti collegabili all'8 per mille» dice monsignor Dumas, aggiungendo che in questi mesi sono stati mantenuti tutti e 300 i posti di lavori (e gli stipendi). Gente che lavora nei vari settori al santuario, in amministrazione, come inservienti, operai, tecnici, giardinieri.

Ma fino a quando potrà reggere questa situazione? «Sicuramente per tutto il 2020 è impensabile che possano riprendere i pellegrinaggi come prima, non sono tecnicamente possibili i flussi che si avevano fino a qualche mese fa. Ci saranno delle aperture ma per piccolissimi gruppi con tutti gli accorgimenti del caso. Quanto potremo reggere non si sa, per ora andiamo avanti».

La situazione è nera in tutto il comprensorio perchè la cittadina di Lourdes e tutta la sua economia si basa essenzialmente sul santuario costruito dopo le apparizioni alla pastorella Bernadette. Da allora a oggi si sono sviluppati alberghi per ogni fascia di prezzo, negozi, magazzini, piccole aziende artigiane di produzione dei souvenir, cliniche, librerie. Oggi tutti è chiuso e l'intero comprensorio si è scoperto fragilissimo.

Il ministro del turismo francese è andato a Lourdes alcuni giorni fa per un sopralluogo. Nel frattempo Josette Bourdeau, la presidente della categoria degli albergatori, ha fatto presente che l'afflusso turistico in tutta la cittadina è dipendente dalla vita del santuario. Se collassa il santuario, crolla tutto il resto. Basta pensare che dal lockdown di marzo a oggi 1,5 milioni di persone hanno annullato le prenotazioni e chiesto la restituzione delle caparre. Considerando che ci sono circa 211 strutture alberghiere corrispondenti a 21 mila posti letto, Lourdes è seconda solo a Parigi. Nel 2018 sono stati conteggiati 2,2 milioni di clienti negli alberghi, in maggioranza turisti o pellegrini stranieri. Questo ha fatto perdere il lavoro a migliaia di lavoratori che ora si chiedono cosa sarà di loro.

Il sindaco di Lourdes chiede al governo misure straordinarie per la cittadina delle apparizioni. «Sono state chieste misure straordinarie. L'attività del santuario è legata alla vita della cittadina. Noi abbiamo fatto proposte al prefetto per poter riaprire rispettando le misure sanitarie. Avremo mascherine, le distanze assicurate, non ci saranno più le celebrazioni pubbliche, sarà tutto diverso. Penso che entro la fine del mese potremo avere il via libera ma è chiaro che ormai è una catastrofe. Penso ai lavoratori. Per loro c'è il sussidio di disoccupazione, ma le imprese aspettano ancora risposte dallo Stato. Al momento non sono ancora arrivati si soldi che erano stati loro prospettati» spiega ancora il rettore del santuario che però ci tiene a mettere in luce che in questi mesi la preghiera non si è mai fermata.

Ci sono stati turni davanti alla grotta, con sacerdoti che si sono alternati ogni giorno. Le celebrazioni senza fedeli sono state mandate in streaming. Gli italiani che guardano ogni giorno la preghiera sono 1,7 milioni contro 1,6 milioni di francesi. «In questo momento c'è un grande bisogno di fede e di speranza. Lourdes è un luogo che continuerà a lottare per donare fiducia alle persone, sopratutto ai malati». 

 

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