Emanuela Orlandi, il Vaticano apre la tomba: ecco tutti i luoghi del giallo

Giovedì 11 Aprile 2019 di Cristiana Mangani e Franca Giansoldati

CITTÀ DEL VATICANO Il cardinale Pietro Parolin avrebbe autorizzato personalmente l'apertura della tomba dei misteri, all'interno del Camposanto Teutonico, quella che secondo la famiglia Orlandi potrebbe contenere i resti di Emanuela, la ragazzina scomparsa nel nulla a giugno del 1983, mentre andava a scuola di musica. Il Vaticano ha deciso di aprire un'indagine interna per fare chiarezza sull'ultima pista offerta alla famiglia, sempre in forma anonima, da qualcuno che indica il cimitero come il luogo dove potrebbe essere stata sepolta. La notizia è stata comunicata dall'avvocato rotale Laura Sgro', che assiste gli Orlandi. Il legale ha spiegato che la Segreteria di Stato ha «autorizzato l'apertura delle indagini», specificando comunque che gli accertamenti sono legati alle verifiche sulla tomba del cimitero teutonico.
C'è molta cautela su questa nuova rivelazione, perché la vicenda è stata da sempre caratterizzata da un susseguirsi di falsi indizi, di depistaggi, di bugie, di notizie smentite dai fatti, come è accaduto anche con il recente ritrovamento di ossa umane nella sede della Nunziatura di Via Po (poi rivelatesi di altra epoca). Senza tener conto dei sospetti che i familiari coltivano da anni, che forse qualcuno, al di là del Tevere, non ha ancora raccontato tutto, vuotando il sacco.

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L'ISTANZA
La mamma, ora che il papà di Emanuela non c'è più, spera sempre di poter piangere il corpo della ragazza scomparsa e per questo ha affidato la battaglia del «chi sa parli» al figlio maggiore, Pietro, che assieme all'avvocato Sgrò ha presentato istanza al Tribunale Vaticano per poter accertare la veridicità o meno delle notizie ricevute di recente. Qualcuno, infatti, gli ha indicato che nel sepolcro di marmo bianco sovrastato da un grande angelo con l'indice puntato al basso, all'interno del Cimitero Teutonico, ci sarebbero degli elementi che possono aiutare a capire. Forse il corpo, forse qualche indizio.
Il cardinale Parolin sensibile all'immenso dolore della signora Maria Orlandi che spesso gli capita di incontrare in Vaticano, dato che i cittadini residenti sono pochi e non è difficile incrociarli in giro, in farmacia o al supermercato, non ha avuto dubbi sul da farsi. Quel sepolcro va aperto per accertarne il contenuto alla presenza delle autorità giudiziarie. Per fugare ogni dubbio, per capire meglio, per dare un po' di sollievo a questa mamma che non può darsi pace. Il via libera alla procedura per l'apertura del sepolcro di marmo dovrebbe far avanzare speditamente la causa, anche se al momento non è stato ancora calendarizzato nulla. «Noi abbiamo presentato alla Segreteria di Stato una serie di istanze, compresa quella relativa alla tomba, ma non solo quella», chiarisce Pietro Orlandi, aggiungendo che l'obiettivo è di fare luce sulle troppe «incongruenze di questa vicenda». «Mi riferisco - aggiunge - alle rogatorie non andate a buon fine, e poi alla possibilità di ascoltare alcuni cardinali, compresa la richiesta di sentire Giancarlo Capaldo, il magistrato che a suo tempo ha indagato sulla scomparsa di mia sorella e che nel 2012, dopo essere stato contattato dal Vaticano, si è recato Oltretevere per incontrare un autorevole prelato per una sorta di trattativa del caso. Anche se - conclude - io non voglio che aprano quella tomba per farmi un favore, voglio che emerga la verità».

GLI SCENARI
La vicenda della ragazzina scomparsa resta un buco nero nonostante in Vaticano smentiscano di avere nascosto particolari utili alle indagini nel corso degli anni. E anche il cardinale Angelo Becciu, quando ricopriva il ruolo di Sostituto, ha ripetuto alla famiglia che non esistono dossier o altro materiale sulla vicenda.
 

Ultimo aggiornamento: 08:45 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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