PAPA FRANCESCO

I preti sposati e Papa Francesco, tutti i dubbi di uno scontro sotterraneo destinato ad andare avanti ancora

Domenica 9 Febbraio 2020 di Franca Giansoldati

Città del Vaticano – Tra tre giorni si saprà con certezza se Papa Francesco nella sua esortazione apostolica dedicata all'Amazzonia ha scelto di fare aperture (anche timide) al tema dei preti sposati oppure no. Una questione che in questi mesi è riuscita a mettere in subbuglio la galassia più conservatrice della Chiesa, disposta persino a scendere in campo con appelli per mantenere il celibato ecclesiastico, una regola in vigore da circa dieci secoli ma non contemplata nel Vangelo. 

"Querida Amazonía" (Cara Amazzonia) – dalle poche indiscrezioni che finora sono filtrate – sembra che scansi la questione dei viri probati, nonostante fosse stata ampiamente dibattuta durante il sinodo e al centro di diversi interventi a favore, oltre che di un movimento di preti e vescovi latino-americani. Tanto che in un paragrafo del documento conclusivo del sinodo, si suggeriva al Papa di affrontare il nodo spinoso e aprire una breccia per autorizzare l'ordinazione a uomini sposati di comprovata fede, almeno per alcune zone amazzoniche dove la scarsità delle vocazioni è drammatica e pone seri problemi alla trasmissione della fede. 

Due settimane fa l'uscita del libro a quattro mani tra Ratzinger – il più grande teologo vivente – e il cardinale ultra conservatore Robert Sarah deve avere complicato un po' le cose. Il testo congiunto contiene un drammatico appello a Papa Francesco per ignorare le voci riformatrici e mantere la regola che va avanti da secoli ed è stata confermata da tutti i suoi predecessori. 

Nessuno però saprà mai se a causa di quell'appello il testo della Querida Amazzonia è stato cambiato cammin facendo, in queste ultime due settimane, magari all'ultimo minuto per evitare uno scisma o, peggio ancora, una destabilizzazione che sarebbe stata letale. Nessuno lo confermerà mai, anche se i dubbi a molti affiorano. 

Pensare che durante il sinodo era stata fatta, nel corso delle discussioni nei circoli minori, una proposta che avrebbe potuto salvare capra e cavoli, facendo salva la tradizione più rigorosa e nello stesso tempo ascoltato il grido di aiuto proveniente da tante comunità amazzoniche in forte stress vocazionale. La proposta era un escamotage politico: una eccezione per quella regione affidandole uno status speciale, con un Culto Amazzonico proprio in modo da equipararla ad una chiesa orientale, permettendole, dunque, di avere all'interno (e solo circoscritto in quel luogo) del clero uxorato. La proposta però è stata affossata dalle frange più oltranziste dei progressisti. 

Non resta, dunque, che attendere l'esito di questo scontro sotterraneo destinato a non terminare qui. Anche se nella Querida Amazzoni non ci saranno cenni, ormai si  tratta di un conflitto a bassa intensità che proseguirà ancora. Già in Germania si intravedono i contorni di un aspro confronto emerso già in queste prime sessioni di percorso sinodale. Due anni per ridisegnare il volto della Chiesa del nord Europa. E il rischio stavolta è di legarla al protestantesimo ancora di più.

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